quattro sparsi pensieri
14 Febbraio 2018
EARLY-MYO
17 Febbraio 2018

Un nuovo score per il rischio di ictus nello scompenso cardiaco o nella disfunzione sistolica dopo infarto miocardico senza fibrillazione atriale

You need to login or register to bookmark/favorite this content.

A cura di Ilaria Cavallari

Ferreira JP. et al. Stroke Risk in Patients With Reduced Ejection Fraction After Myocardial Infarction Without Atrial Fibrillation. J Am Coll Cardiol 2018;71(7):727-35.

Lo studio di Ferreira et al., in corso di pubblicazione sul Journal of the American College of Cardiology, ha cercato di identificare i fattori di rischio per l’insorgenza di ictus dopo infarto miocardico complicato da scompenso cardiaco o disfunzione sistolica in assenza di fibrillazione atriale e ha proposto un nuovo score da utilizzare nella pratica clinica.

Popolazione in studio. Sono stati inclusi i dati provenienti da 4 studi (1-4), per un totale di 22.904 pazienti con scompenso cardiaco o disfunzione sistolica dopo infarto miocardico. Sono stati esclusi i pazienti con fibrillazione atriale o in trattamento con anticoagulanti orali.

Endpoint primario. Ictus.

Follow-up. Durata mediana 1,9 anni (IQR 1,3-2,7 anni).

Risultati principali. Durante il follow-up, circa il 3% dei pazienti ha avuto un ictus (N=660). I pazienti a maggior rischio di ictus erano più anziani, più spesso donne, fumatori, ipertesi e diabetici; avevano una classe Killip più alta, funzionalità renale ridotta e una percentuale più alta di pregresso ictus. È stato quindi derivato un modello di previsione del rischio di ictus in questa popolazione. Lo score è stato successivamente validato nel dataset dello studio EPHESUS e ha mostrato una buona calibrazione e una discreta discriminazione (C-statistic 0,67).

Lo score include le seguenti variabili (vedi figura per i punteggi relativi):

  • età avanzata,
  • classe di Killip 3 o 4,
  • ipertensione,
  • eGFR tra 30 e 45 ml/min/1,73 m2 e
  • pregresso ictus

È interessante notare che i pazienti con un punteggio ≥3 hanno un rischio di ictus simile a quello dei pazienti con fibrillazione atriale.

Conclusioni. Sono stati identificati e incorporati in un punteggio di rischio facile da usare nella pratica clinica i fattori associati al verificarsi di ictus in una popolazione di pazienti con infarto miocardico e scompenso cardiaco. Il punteggio può aiutare nell’identificazione di quei pazienti che, nonostante l’assenza di fibrillazione atriale, presentano un elevato rischio di ictus. Questi pazienti dovranno essere controllati da vicino, con l’occhio rivolto anche verso l’alto, e non solo sul cuore, che sappiamo già in parte compromesso.

 

Bibliografia:

1) CAPRICORN (Effect of carvedilol on outcome after myocardial infarction in patients with left-ventricular dysfunction).

2) OPTIMAAL (OPtimal Trial IN Myocardial infarction with Angiotensin II Antagonist Losartan).

3) VALIANT (VALsartan In Acute myocardial iNfarcTion).

4) EPHESUS (Eplerenone Post–Acute Myocardial Infarction Heart Failure Efficacy and Survival Study).

 

Ilaria Cavallari
Ilaria Cavallari
Cardiologo, Policlinico Campus Bio-Medico di Roma

Comments are closed.