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un paio di incubi

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Oggi, che è giorno di esami di maturità (i quali da molti anni non si chiamano più di «maturità», ma pare che nessuno, chissà perché, voglia farsene una ragione), oggi che è giorno di esami di Stato e che, come quasi ogni anno, ho anche io, come insegnante, alunni che hanno appena finito (credo) di scrivere il loro tema (ah no! si chiama «prima prova», scusatemi… ed è in genere un saggio breve o un’analisi di testo, non è mica un tema) (mentre, fidatevi, la «terza prova» che tutti i giornali e telegiornali nei prossimi giorni chiameranno «quizzone» non è mai stata un «quizzone», proprio mai: e non si capisce da dove venga ai giornalisti questa terribile passione per le parole brutte, davvero) (e a proposito: in bocca al lupo ai miei alunni, che forse leggono anche qui), proprio oggi mi sembra molto utile proporre questa breve descrizione del gaokao, vale a dire il corrispettivo cinese di questi nostri esami di «maturità» (che si chiamano «di Stato»). Intanto perché il raffronto numerico è già sintomatico (in Italia sono meno di 500.000 gli studenti ammessi all’esame); poi, perché io credo che potremmo anche noi finire così, in un futuro non lontano, con la necessità di selezioni anticipate e spietate; infine, perché è evidente che sono questi ragazzi cinesi (anzi: i più bravi tra di loro) quelli che competeranno con i nostri ragazzi sullo scenario internazionale in futuro, il che fa un po’ paura, francamente; e quindi mi pare che sia bene sapere di cosa stiamo parlando, quando parliamo di esami e di scuola, buona ottima o pessima che sia.

L’articolo sugli esami in Cina, che trovate qui, comincia così:

Prendere un taxi nei giorni del gaokao, l’esame di maturità cinese, dà l’idea dell’importanza di questo rito di passaggio. Il 7 e l’8 giugno Didi Dache, l’applicazione che permette di prenotare un taxi dal proprio smartphone, avvertiva: se sei uno studente che sta per affrontare il gaokao, comunicacelo e avrai la precedenza. La sera prima dell’esame, la polizia ha pattugliato i vicoli della movida di Pechino, chiedendo di fare silenzio per “chi si prepara al grande giorno”.
Sono 9,42 milioni gli studenti cinesi che la scorsa settimana hanno affrontato la prova decisiva per il loro futuro. Il punteggio ottenuto al gaokao, infatti, determina l’università alla quale si potrà accedere. E di conseguenza il lavoro, lo stipendio e lo stile di vita che ci si potrà permettere. O almeno così pensano i genitori, che continuano a investire tutti i loro risparmi nell’istruzione dei figli.
La pressione sociale sui giovani cinesi è altissima, e comincia dalle scuole elementari. Per gli studenti è un incubo.

Davide Profumo
Davide Profumo
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