A cura di Marta F. Brancati

Makkar RR, Fontana G, Jilaihawi T, et al. Possible subclinical leaflet thrombosis in bioprosthetic aortic valves. N Engl J Med 2015;373:2015-2024.

Recentemente è stato messo in evidenza, in un paziente di un trial clinico andato incontro a stroke ischemico dopo TAVI, un ridotto movimento della protesi aortica, dovuto a trombosi. Questo riscontro ha posto in essere il dubbio di possibili trombosi, anche asintomatiche, delle bioprotesi.

Lo studio appena pubblicato sul NEJM ha analizzato i dati di 55 pazienti sottoposti a TAVI e arruolati in un trial clinico (PORTICO IDE trial) e di 132 pazienti di due registri (RESOLVE e SAVORY) sottoposti a TAVI o intervento cardiochirurgico. A un controllo TC eseguito a intervallo variabile dall’intervento, un ridotto movimento delle cuspidi della bioprotesi è stato osservato nel 40% dei pazienti arruolati nel trial e nel 13% dei pazienti dei due registri. La terapia anticoagulante con warfarin era più efficace della doppia antiaggregazione nel ridurre l’incidenza di tale fenomeno (0% vs 55%, p 0.01 nel trial, 0% vs 29%, p 0.04 nei registri), nonché nel consentirne la risoluzione nei pazienti in cui era stato osservato (p<0.001). Nel trial il ridotto movimento delle cuspidi non era associato a una maggiore incidenza di eventi ischemici cerebrali, mentre nei registri l’associazione è stata osservata (cfr. Tabella). Lo studio è, in gergo, “generante ipotesi”, meritevoli di ulteriori studi ad-hoc.

Brancati trombosi bioprotesi aortiche F1

 

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Marta F. Brancati
Dirigente medico di I livello, UO di Emodinamica, Ospedale degli Infermi di Biella - ASL BI

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