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tre disegni del mondo

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Vorrei chiudere l’anno 2015, quello che abbiamo quasi finito di passare, con un bell’articolo, una specie di acuto compendio delle cose finora dette o accennate, un icastico ritratto privo di indecisioni di quello che abbiamo anche maldestramente provato a scrivere, in tutto questo tempo. Però, un po’ la mia pesantezza vacanziera un po’ la pesantezza vacanziera del web (anche lui piuttosto annebbiato e natalizio, francamente), non c’è nulla che davvero mi sia sembrato all’altezza del compito, non in questi giorni di pranzi e di auguri. Magari domani, mi sono detto; o magari, ancora meglio dopodomani o il giorno 31, quello con la parola «fine» stampata sulla schiena.

 

Però, lo sapete, se non sono articoli e libri mi piace che siano luoghi (tante volte l’ho ripetuto in questo anno 2015, noioso come sono: che esistono solo luoghi allegorici, e tutti gli altri, quelli che non sappiamo immaginarci come metafore, sono semplicemente luoghi che non esistono; e che la letteratura, quindi, non è altro che il racconto dei luoghi che non smettiamo di avere l’incoscienza immaginarci…).

 

E allora, visto che i luoghi li raccontano proprio le mappe e le cartine, ecco tre cartine che da qualche tempo girano sul web, con discreto successo. La prima è una cartina delle strade che tutte (si sa) portano a Roma, disegnate come se fossero arterie di un cuore europeo che ancora batte e irrora di sangue i tessuti, la terra che abitiamo (è proprio una bella cartina per cardiologi, spero apprezziate a dovere lo sforzo). La seconda ci parla invece dell’oggi, della automobili ferme, dell’aria non più respirabile: è la cartina (anzi, sono tante cartine) dell’inquinamento del nostro piccolo pianeta visto dallo spazio. Ci si scopre che non siamo così diversi da Pechino, almeno non qui nella pianura che dal Po prende il nome. Peccato, davvero: ci tocca guardarla con un po’ di dispiacere. E l’ultima, la terza mappa per orientarci nell’anno nuovo, è la mappa a cui ci possiamo affidare la sera del 31, San Silvestro, quando brinderemo a un futuro un po’ meno nebbioso e grigiastro. È una mappa felice, quest’ultima, che spiega che di vini buoni per brindare ce ne sono in tutto il mondo che riusciamo a disegnare e immaginare e raccontare… E questa, secondo me, è una bella notizia.

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Davide Profumo
Davide Profumo

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2 Comments

  1. Stefania S. ha detto:

    Molto bella l’idea di ‘un cuore europeo’ la cui circolazione è disegnata dalle strade che a lui portano. In calce allo stesso post, però, troviamo un link che ci viene a dire che comunque non basta tracciare strade perché il cuore sia uno solo, e batta uguale per tutti.

    http://www.citylab.com/navigator/2015/10/what-youre-really-asking-when-you-ask-where-are-you-from/411688/

    Caro professore, buon 2016. È sempre grazie per “le passeggiate” che ci propone settimana dopo settimana.

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