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«su, ricominciamo»

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Potreste stupirvi, gentili cardiologi, se vi dicessi che abbiamo tutti (voi e noi, insegnanti di scuola e allenatori di calcio, impiegati, benzinai e direttori di banca, atei e credenti, donne e uomini, proprio tutti) qualcosa da imparare dalle parole di un monaco del VI secolo dopo Cristo, di cui in tanti (io compreso) non conoscevamo, prima di adesso, neppure il nome: è Doroteo di Gaza, il nome.

Eppure lo stupore potrebbe passarvi subito, se leggerete il passo che oggi mi pare necessario segnalare, a voi e a me. È un breve racconto del nostro stare al mondo questo apologo raccontato da Doroteo di Gaza. Ed è probabilmente la storia di ogni nostra giornata, a contatto con gli ammalati o con chiunque abbia bisogno della nostra cura e attenzione.

Lo trovate alla fine di questo post, entro un blog che è a me molto caro, che potrebbe diventare molto caro anche a voi, se ci navigherete un po’ all’interno: perché è ricco di spunti preziosi e di letture acute e originali (e non è infatti questa la prima volta che ve lo raccomando, in tanti anni). E l’apologo che vorrei segnalarvi è questo:

Affidato alle cure di Doroteo, Dositeo è un giovane novizio pieno di entusiasmo che esegue in letizia tutto quello che il suo padre spirituale gli dice di fare, in particolare nel servizio di infermeria. Qualche volta però, essendo umano, perde la pazienza e magari sbotta con uno dei malati. Se ne pente all’istante e si chiude nella sua cella a piangere. Gli altri confratelli provano a consolarlo, inutilmente, e allora chiamano Doroteo, che lo raggiunge «e gli chiedeva: “Che c’è, Dositeo? Che cos’hai? Perché piangi?”. E Dositeo rispondeva: “Perdonami, carissimo! Sono andato in collera e ho trattato male un mio fratello”.» Doroteo lo rimprovera: non lo sai che se fai del male a un fratello lo fai a Cristo? Dositeo continua a piangere, in silenzio, ma «quando vedeva che aveva pianto abbastanza, Doroteo gli diceva: “Dio ti perdoni. Su, da questo momento ricominciamo. Impegniamoci per il futuro e Dio ci aiuterà”».

Ecco, appunto: come nota l’autore del blog, c’è un chiaro destino contenuto in quel «su, ricominciamo», in quel «pianto abbastanza», detti dal maestro Doroteo al giovane novizio Dositeo. E penso che non farete fatica (io non ne faccio) a riconoscere che si tratta del nostro destino. Anche oggi, anche stamattina.

Davide Profumo
Davide Profumo
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