A cura di Antonella Potenza

Myles PS, Smith JA, Forbes A, et al. Stopping vs. continuing aspirin before coronary artery surgery. N Engl J Med. 2016;374:728-737.

La maggior parte dei pazienti con malattia coronarica assume aspirina per la prevenzione (primaria e secondaria) di eventi trombotici. L’aspirina comporta un aumentato rischio di sanguinamento nei pazienti candidati a intervento di by-pass aorto-coronarico (CABG).

Fino a poco tempo fa, la pratica clinica della maggior parte delle cardiochirurgie prevedeva l’interruzione dell’aspirina da 5 a 7 giorni prima dell’intervento per ridurre il rischio di sanguinamento; tuttavia, questo aumentato rischio di sanguinamento chirurgico può essere compensato da una riduzione del rischio di trombosi del graft, di infarto miocardico e di possibile stroke.

Attualmente anche le linee guida raccomandano la somministrazione di aspirina da 100 a 325 mg/die pre-intervento di CABG (Classe I, livello di evidenza B) (1). In questo studio 2 x 2 i pazienti candidati a CABG sono stati randomizzati a terapia con aspirina 100 mg vs placebo e acido tranexamico vs placebo.

L’outcome primario era un composito di morte e di complicanze trombotiche (infarto miocardico non fatale, ictus, embolia polmonare, insufficienza renale, infarto intestinale) nei 30 giorni successivi all’intervento chirurgico.

Sono stati randomizzati 2100 pazienti (1047 nel gruppo aspirina vs 1053 nel gruppo placebo); l’Euroscore medio in basale era 4.1% in entrambi i gruppi. La maggior parte dei pazienti (75%) è stata sottoposta a intervento di CABG isolato, mentre il 20% a intervento combinato di CABG e sostituzione valvolare. La durata media del ricovero ospedaliero è stata di 7 giorni in entrambi i gruppi.

A 30 giorni, il tasso di mortalità o eventi trombotici era pari al 19.3% (202 pazienti) nel gruppo aspirina vs 20.4% (215 pazienti) nel gruppo placebo (p=0.55)

Non sono emerse differenze statisticamente significative tra i due gruppi in termini di sanguinamenti maggiori che hanno richiesto un re-intervento (1.8% vs 2.1%; p= 0.75) e di tamponamento cardiaco (1.1% vs 0.4%; p= 0.08).

Pertanto, nei pazienti sottoposti a CABG, la somministrazione pre-operatoria di aspirina non comporta una riduzione del rischio di morte o eventi trombotici né un aumentato rischio di sanguinamento rispetto al placebo.

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Bibliografia

1) Hillis LD, Smith PK, Anderson JL, et al. 2011 ACCF/AHA guideline for coronary artery bypass graft surgery: executive summary: a report of the American College of Cardiology Foundation/American Heart Association Task Force on Practice Guidelines. J Thorac Cardiovasc Surg 2012;143:4-34.

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Antonella Potenza
Dirigente Medico I livello. Cardiologia Interventistica IRCCS-ASMN Reggio Emilia

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