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senza cuore

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Dicono che l’uomo sia l’essere vivente più evoluto e che per questo sia all’apice della catena alimentare e tutto il resto… (resto che comprende proprio tutto, perfino queste inutili parole, penso io – e mi spavento). Però oggi ho trovato un breve racconto (perfetto per una domenica di rientri e di code autostradali) che a tratti sembra insisuare il contrario. E addirittura, a un certo punto, arriva a dire che il cuore (proprio lui) (e lo so che non si dovrebbe parlare così superficialmente di cuore, cor, cordis, in casa vostra, lo so bene…) il cuore non sia proprio il miglior organo possibile e che qualcuno sia assai più attrezzato di noi esseri umani, anche il quel senso.

 

Il brevissimo racconto è di Marco Belpoliti e così comincia (e leggetelo, se avete cinque minuti, perché è gustoso, assai):

 

Una giornata d’estate. Sdraiato sul prato un uomo si gode il meritato riposto. Sta dormicchiando, quando comincia a provare un senso di fastidio. Qualcosa si posa ripetutamente sulle sue braccia, sulla guancia e sulla fronte. Non lo punge, ma gli fa una specie di solletico. Si risveglia e cerca di cacciare l’intruso: una mosca. Difficile prenderla. È velocissima. Del resto, batte le ali duecento volte in un secondo. Inoltre ha un occhio molto vasto che occupa l’intero capo e vede la mano che cala su di lei. Sono migliaia di occhi semplici, somigliano a piccoli cannocchiali disposti in modo compatto con i rispettivi assi longitudinali lievemente divergenti: guardano in tutte le direzioni…

Davide Profumo
Davide Profumo
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