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Ripartiamo dalla dieta: i consigli del nutrizionista

Una delle raccomandazioni principali che vengono fatte ai pazienti affetti da cardiopatia ischemica è quella di seguire una dieta sana ed equilibrata. Ma come si traduce questo in pratici consigli da dare ai pazienti? Quali sono i regimi dietetici che possono essere consigliati ai pazienti affetti da cardiopatia ischemica?

 

I regimi dietetici che possono essere consigliati ai pazienti con cardiopatia ischemica sono principalmente 3:

 

  • La dieta mediterranea: la dieta mediterranea è ricca di cereali integrali, verdure a foglia verde, frutta, legumi, noci non salate, erbe aromatiche, spezie e olio extravergine di oliva, con un apporto moderato di proteine magre come pesce e pollame, un consumo moderato di alcol e un apporto limitato di carne rossa e dolci. La dieta mediterranea limita il consumo di grassi saturi, cereali raffinati, zuccheri altamente lavorati, latticini e carne rossa [1]. Tale regime alimentare fornisce intrinsecamente antiossidanti che comportano una riduzione dell’infiammazione della parete vascolare, modula l’espressione di geni pro-aterogeni, altera il microbioma intestinale e migliora i pannelli lipidici riducendo il colesterolo LDL-C e aumentando il colesterolo HDL [2]. Il primo studio che aveva evidenziato gli effetti benefici della dieta mediterranea è datato 1958, scoprendo che la mortalità per malattia coronarica era più alta negli Stati Uniti e nell’Europa Settentrionale rispetto all’Europa Meridionale, dove appunto veniva consumata prevalentemente una dieta mediterranea unita a uno stile di vita più attivo e meno sedentario [3]. In seguito numerosi altri studi randomizzati hanno dimostrato come la dieta mediterranea sia associata a una riduzione del 70% dell’infarto miocardico non fatale e del 50% della mortalità [4-5]. La dieta mediterranea si associa inoltre a effetti benefici anche sulla prevenzione primaria e riduce lo sviluppo di diabete [6].
  • La dieta DASH: la dieta DASH è una dieta isocalorica, ricca di frutta e verdura, latticini magri, cereali integrali, pollame, pesce, noci e semi, mentre limita carni grasse, dolci, bevande zuccherate e latticini interi. La dieta DASH è stata creata nel 1997 dal National Heart Lung and Blood Institute per prevenire e curare l’ipertensione, limitando il consumo di sale a 2,3 grammi al giorno [7]. Tuttavia la dieta DASH riduce anche il colesterolo totale e l’LDL-C. È stato infatti dimostrato che la dieta DASH riduce la pressione sistolica di 5-6 mmHg e di 3 mmHg la pressione diastolica, abbassando anche l’LDL-C di 11 mg/dL [7].
  • La dieta sana a base vegetale: le dieta sana a base vegetale presenza molte somiglianze con i due regimi dietetici già descritti, prediligendo il consumo di frutta, verdura, legumi, noci e cereali integrali, e pertanto presentando gli stessi vantaggi dal punto di vista del profilo cardiovascolare. Sono previsti principalmente due regimi alimentari: i) vegetariani (che escludono carne, pollame, frutti di mare e pesce) e ii) vegani (in cui tutti gli alimenti di origine animale e i loro derivati vengono eliminati dalla dieta). Vi sono però altri sottotipi di diete a base vegetale che prevedono restrizioni più o meno stringenti (ad esempio i pescetariani, che consumano pesce, latticini e uova, o i semi-vegetariani, che escludono le carni rosse, possibilmente anche il pollame). Queste diete vengono valutate in base al contenuto vegetale della dieta, ma non tengono necessariamente conto del contenuto di zuccheri, grassi e sodio, che possono ridurre la natura cardioprotettiva di una dieta a base vegetale [1,8]. Esistono diete non sane a base vegetale (come quelle più ricche di cereali raffinati, patate/patatine fritte, succhi/bevande zuccherate, dolci) che si associano a un rischio cardiovascolare sovrapponibile a quello delle diete a base animale [1,8]. Una dieta sana a base vegetale è tendenzialmente ipocalorica e prevede il consumo di pochi grassi saturi e un alto contenuto di fibre, che innesca segnali di sazietà precoci e aiuta la digestione ritardando lo svuotamento gastrico, con risposte insuliniche e glicemiche moderate e un ridotto assorbimento di grassi [9-10]. Infine, le diete a base vegetale hanno però il difetto di associarsi a un ridotto apporto di vitamina B12, vitamina D, calcio, zinco, proteine e retinolo rispetto alle diete onnivore; pertanto chi segue una dieta vegana potrebbe aver bisogno di un’integrazione aggiuntiva di vitamina B12.

 

Esistono anche altri regimi alimentari il cui ruolo nella prevenzione cardiovascolare rimane controverso. Ad esempio la dieta chetogenica, caratterizzata dall’assunzione prevalente di proteine e grassi limitando il consumo di carboidrati a solo il 3% della quota energetica giornaliera. Questa dieta si associa a un aumento dei livelli di LDL e pertanto non è consigliata nell’ambito della prevenzione cardiovascolare [11]. Anche il digiuno intermittente, che propone periodi prolungati di digiuno che inducono uno stato di chetosi, diminuendo lo stress ossidativo e favorendo la sincronizzazione dell’alimentazione e del ritmo circadiano, si associa si a un calo del peso ma non a una riduzione dei fattori di rischio cardiovascolare [12].

 

In conclusione, nel paziente affetto da cardiopatia ischemica va consigliato uno stile di vita sano che porti a una perdita di peso, anche tramite l’adozione di un regime dietetico in cui prevalga il consumo di frutta e verdura, pesce e olio extravergine d’oliva e limiti il consumo di carni lavorate, zuccheri raffinati e cibi fritti. Sulla base delle caratteristiche cliniche del paziente e delle scelte personali si potrà poi scegliere se appoggiare uno specifico regime dietetico tra quelli discussi in precedenza rispetto a un altro.

 

 

Bibliografia

  1. Diab A, Dastmalchi LN, Gulati M, Michos ED. A Heart-Healthy Diet for Cardiovascular Disease Prevention: Where Are We Now? Vasc Health Risk Manag. 2023 Apr 21;19:237-253.
  2. Gantenbein KV, Kanaka-Gantenbein C. Mediterranean Diet as an Antioxidant: the Impact on Metabolic Health and Overall Wellbeing. Nutrients. 2021;13(6):65.
  3. Menotti A, Puddu PE. How the Seven Countries Study contributed to the definition and development of the Mediterranean diet concept: a 50-year journey. Nutr Metab Cardiovasc Dis. 2015;25(3):245–252
  4. de Lorgeril M, Salen P, Martin JL, Monjaud I, Delaye J, Mamelle N. Mediterranean diet, traditional risk factors, and the rate of cardiovascular complications after myocardial infarction: final report of the Lyon Diet Heart Study. Circulation. 1999;99(6):779–785.
  5. Kris-Etherton P, Eckel RH, Howard BV, et al. AHA Science Advisory: Lyon Diet Heart Study. Benefits of a Mediterranean-style, National Cholesterol Education Program/American Heart Association Step I Dietary Pattern on Cardiovascular Disease. Circulation. 2001;103 (13):1823–1825.
  6. Estruch R, Ros E, Salas-Salvado J, et al. Primary Prevention of Cardiovascular Disease with a Mediterranean Diet Supplemented with Extra-Virgin Olive Oil or Nuts. N Engl J Med. 2018;378(25):e34.
  7. Appel LJ, Moore TJ, Obarzanek E, et al. A clinical trial of the effects of dietary patterns on blood pressure. DASH Collaborative Research N Engl J Med. 1997;336(16):1117–1124.
  8. Satija A, Bhupathiraju SN, Spiegelman D, et al. Healthful and Unhealthful Plant-Based Diets and the Risk of Coronary Heart Disease in U.S. Adults. J Am Coll Cardiol. 2017;70(4):411–422.
  9. Smith CE, Tucker KL. Health benefits of cereal fibre: a review of clinical trials. Nutr Res Rev. 2011;24(1):118–131.
  10. Howarth NC, Saltzman E, Roberts SB. Dietary fiber and weight regulation. Nutr Rev. 2001;59(5):129–139.
  11. O’Neill B, Raggi P. The ketogenic diet: pros and cons. Atherosclerosis. 2020;292:119–126.
  12. Allaf M, Elghazaly H, Mohamed OG, et al. Intermittent fasting for the prevention of cardiovascular disease. Cochrane Database Syst Rev. 2021;1(1):CD013496.

 

 

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