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Prolungare la doppia antiaggregazione in sottogruppi a rischio?

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A cura di Marta F. Brancati

Costa F, Adamo M, Ariotti S, et al. Left main or proximal left anterior descending coronary artery disease location identifies high-risk patients deriving potentially greater benefit from prolonged dual antiplatelet therapy duration. Eurointervention 2016;11:E1222-E1230.

In un momento in cui è acceso il dibattito sulla durata della doppia antiaggregazione piastrinica dopo impianto di stent, ecco che l’interessante studio PRODIGY (Prolonging Dual Antiplatelet Treatment After Grading Stent-Induced Intimal Hyperplasia) cerca di identificare una popolazione a rischio che potrebbe beneficiare di una simile strategia. Il gruppo di ricercatori, coordinato da M. Valgimigli, ha identificato come possibile “marker” di rischio la presenza di una stenosi di almeno il 30% sul tronco comune (TC) o nel tratto prossimale dell’arteria discendente anteriore (pLAD). Circa 900 pazienti con stenosi del TC e/o pLAD e 800 pazienti senza tale dato angiografico sono stati randomizzati a doppia antiaggregazione per 24 mesi vs 6 mesi. La doppia antiaggregazione prolungata per 24 mesi ha ridotto l’incidenza di trombosi in stent definita, probabile e possibile del 50% nei pazienti con stenosi su TC/pLAD, ma non nei pazienti che non la presentavano (2.8% vs. 5.6%; HR 0.45, 95% CI: 0.23-0.89; p=0.02, pINT=0.002).

BRANCATI Prolungare la doppia antiaggregazione

La presenza di aterosclerosi su TC e pLAD spesso si associa a coronaropatia estesa, con conseguente aumentato rischio di trombosi in stent dopo PTCA. Peraltro, molti studi di imaging intracoronarico hanno spesso documentato la presenza di placche vulnerabili con abbondante core necrotico proprio a livello del TC e di pLAD.

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Marta F. Brancati
Marta F. Brancati
Dirigente medico di I livello, UO Emodinamica, Ospedale degli Infermi, ASL BI - Biella

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