In pazienti con aterosclerosi sintomatica, la terapia antipiastrinica combinata previene anche il tromboembolismo venoso
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14 marzo, 2018

Profilassi del tromboembolismo venoso dopo artroprotesi d’anca o di ginocchio: aspirina o rivaroxaban?

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A cura di Ilaria Cavallari

 

Anderson DR, et al. Aspirin or Rivaroxaban for VTE Prophylaxis after Hip or Knee Arthroplasty. N Engl J Med. 2018;378(8):699-707.

Studi clinici e meta-analisi hanno suggerito che l’aspirina può essere efficace per la prevenzione del tromboembolismo venoso (trombosi venosa profonda o embolia polmonare) dopo protesi dell’anca o del ginocchio. Tuttavia, a oggi manca un confronto diretto con gli anticoagulanti orali diretti per la profilassi nella fase post dimissione ospedaliera. Lo studio multicentrico, in doppio cieco, randomizzato, controllato, EPCAT II (Extended Venous Thromboembolism Prophylaxis Comparing Rivaroxaban to Aspirin Following Total Hip and Knee Arthroplasty), appena pubblicato sul New England Journal of Medicine ha fornito delle interessanti evidenze in questo ambito.

 

Popolazione in studio. 3424 pazienti sottoposti a protesi d’anca (N=1804) o di ginocchio (N=1620) sono stati trattati con rivaroxaban 10 mg una volta al giorno fino al 5° giorno post-operatorio e poi sono stati randomizzati a continuare il rivaroxaban o passare all’aspirina (81 mg al giorno). La durata del trattamento profilattico era di 9 giorni dopo protesi di ginocchio e di 30 giorni dopo protesi d’anca.

 

Endpoint primari a 90 giorni. Efficacia: tromboembolia venosa sintomatica. Sicurezza: emorragia maggiore o clinicamente rilevante.

 

Risultati principali.

Il tromboembolismo venoso si è verificato in 11 su 1707 pazienti (0.64%) nel gruppo aspirina e in 12 su 1717 pazienti (0.70%) nel gruppo rivaroxaban (differenza assoluta dello 0.06%, intervallo di confidenza al 95%, da -0.55 a 0.66; P<0.001 per la non inferiorità e P=0.84 per la superiorità, come illustrato nella figura qui sotto). Le complicanze emorragiche maggiori si sono verificate in 8 pazienti (0.47%) nel gruppo aspirina e in 5 (0.29%) nel gruppo rivaroxaban (differenza assoluta dello 0.18%, intervallo di confidenza al 95%, da -0.65 a 0.29, P=0.42; si veda la figura qui sotto). Analogamente, il sanguinamento clinicamente importante si è verificato in 22 pazienti (1.29%) nel gruppo aspirina e in 17 (0.99%) nel gruppo rivaroxaban (differenza assoluta, 0.30% intervallo di confidenza al 95%, da -1.07 a 0.47, P=0.43).

 

Conclusioni.

Tra i pazienti che hanno ricevuto 5 giorni di profilassi con rivaroxaban dopo un intervento di protesi d’anca o di ginocchio, la profilassi prolungata con aspirina è risultata non inferiore alla continuazione del rivaroxaban nella prevenzione del tromboembolismo venoso sintomatico.

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Ilaria Cavallari
Ilaria Cavallari
Cardiologo, Policlinico Campus Bio-Medico di Roma

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