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peccato, però

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Vi saranno utili, nella cascata di libri che escono ogni giorno in libreria entro cui scegliere è sempre più complicato, due recensioni che vi possano in qualche modo indirizzare, darvi magari un’idea come l’hanno appena data a me. Vi saranno utili in particolare queste due recensioni, a mio parere, perché si tratta di un genere di recensioni che sempre di più tende a scomparire (lascio a voi il problema di indovinarne il misterioso motivo): il genere di recensione che dice di non compare quel tale libro, perché, tutto sommato, non vi perdete niente.

 

Si tratta dunque di due quasi espliciti inviti alla non lettura (uno dei due libri invece io l’ho letto, purtroppo; e anche pagato…). Il primo è scritto da una giovane libraria (autodefinizione da me amatissima) e parla di scuola. Si intitola La passione ribelle ed è stato scritto da una ex insegnante, Paola Mastrocola, non nuova a questo tipo di pamphlet. La recensione, all’interno di un blog che invece io vi invito a leggere se già non lo fate, inizia così:

 

È l’argomento della settimana: la novella miss Italia in carica, diciottenne e per questo, teoricamente fresca di studi, ha dichiarato che le sarebbe piaciuto tanto vivere nel 1942, un periodo su cui molto si è scritto. Ok, c’era una guerra che ha fatto una cinquantina di milioni di morti, ma in fondo lei era una donna e in guerra non ci sarebbe andata (forse pensa che si sia svolta come nel medioevo con la castellana che filava a casa, mentre il prode cavaliere pugnava sugli Urali). Mettere alla berlina una diciottenne che non sa quello che dice, quando il mondo è pieno di persone che credono alle scie chimiche e alla teoria del gender, è un po’ assurdo, soprattutto perché non credo le miss Italia precedenti pozzi di scienza. Se non altro, direte voi, avevano il buongusto di dichiarare che volevano la pace nel mondo senza avventurarsi in improbabili nostalgie storiche. Questa gaffe megagalattica si ricollega ad una sorta di instant book di Paola Mastrocola appena uscito per Laterza: “La passione ribelle”. In questo pamphlet, l’autrice, che ha notoriamente insegnato in scuole pubbliche (ma non lo fa più da 16 anni) punta il dito contro la scomparsa dello studio. Si studia davvero a scuola? E come si studia? I genitori di adesso vogliono davvero che i figli studino o vogliono principalmente che si trovino un buon lavoro? Vista anche la gaffe della nuova più bella d’Italia, si capisce bene che il tema è pressante, vivo ed effettivamente calzante: studiamo tutti o quasi più a lungo, ma la qualità è scesa. Che ne sarà di noi?

 

La seconda recensione è invece ben più professionale (se si può dire così) ed è uscita sulle pagine di un altro quotidiano. L’ha scritta Claudio Giunta, che ha voluto allontanare da noi la tentazione di leggere un libro appena uscito per l’editore Feltrinelli. Il libro si intitola Solo bagaglio a mano e ha una copertina bruttissima, mentre la recensione dice, tra il resto, così:

 

Mentre si amplia lo spazio che le librerie dedicano ai «Libri di viaggio», si nota anche la tendenza ad attribuire a certi Grandi Viaggiatori il nome di Saggi, da leggersi non per capire meglio cos’è successo in Birmania, o che indole hanno gli abitanti del Perù, ma per capire come bisogna vivere la vita: perché se uno ha passato un mese in mezzo ai boscimani o ha fatto a piedi la via della seta avrà senz’altro qualcosa di profondo da rivelare al mondo una volta tornato a casa, perché il contatto con l’Altro sembra dischiudere chissà quali nascoste verità, perché la radice di fahren è la stessa di Erfahrung, eccetera. Commercialmente, è un terno al lotto: basta vedere cos’è successo al brand Tiziano Terzani. Ma i pochi davvero bravi, come Romagnoli, dovrebbero resistere alla tentazione, ed essere aiutati a resistere dai loro editori.

 

Poi avevo anche voglia di segnalarvi una strana mappa della letteratura di tutti i tempi che è stata elaborata da un diciassettenne slovacco che si chiama Martin. A me è sembrata una cosa molto inutile e molto bella: le tipiche caratteristiche che hanno le cose che io amo di più. Però mi immagino che a questo punto siate molto stanchi e abbiate molto da fare e quindi potete pure fare finta di niente e non andare a darci nemmeno un’occhiata. Peccato, però.

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Davide Profumo
Davide Profumo

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