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ODYSSEY FHI e FHII: l’Alirocumab nell’ipercolesterolemia familiare eterozigote

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A cura di Ivana Pariggiano

Eur Heart J. 2015 Nov 14;36(43):2996-3003. doi: 10.1093/eurheartj/ehv370. Epub 2015 Sep 1. ODYSSEY FH I and FH II: 78 week results with alirocumab treatment in 735 patients with heterozygous familial hypercholesterolaemia. Kastelein JJ1, Ginsberg HN2, Langslet G3, Hovingh GK4, Ceska R5, Dufour R6, Blom D7, Civeira F8, Krempf M9, Lorenzato C10, Zhao J11, Pordy R12, Baccara-Dinet MT13, Gipe DA12, Geiger MJ12, Farnier M14. 

Tra i fattori di rischio cardiovascolari, le dislipidemie occupano un posto di primo piano, come dimostrato da consolidate evidenze scientifiche. È infatti ampiamente documentato che la presenza di elevati valori di colesterolo LDL (C-LDL) contribuisce all’instaurarsi di un processo aterosclerotico, substrato fisiopatologico di patologie cardio- e cerebrovascolari. Tra le dislipidemie familiari, malattie genetiche dovute a mutazioni di uno o più geni implicati nel metabolismo lipidico, si annovera l’ipercolesterolemia familiare eterozigote (HeFH). A causa dell’esposizione fin dalla nascita a livelli marcatamente elevati di LDL, il pazienti con HeFH presentano un rischio drammaticamente elevato di patologie cardiovascolari, oltre 25 volte maggiori rispetto alla popolazione generale.

Negli studi di fase III, ODYSSEI FH I e FH II, è stata testata l’efficacia dell’Alirocumab, un nuovo ipolipemizzante appartenete alla famiglia degli inibitori della PCSK9, in pazienti affetti da ipercolesterolemia familiare (forma eterozigote, heFH) con valori di LDL‐C non adeguatamente controllati dalla terapia con statine o altri agenti ipolipemizzanti.

La sperimentazione di questi nuovi farmaci risponde alla necessità di ottenere una riduzione immediata dei livelli di C-LDL, particolarmente difficoltosa in questi pazienti con le attuali terapie a disposizione.

I due trial ODYSSEY FH I e FH II, di confronto in doppio cieco alirocumab vs. placebo, hanno arruolato un totale di 738 pazienti con ipercolesterolemia familiare eterozigote, tutti in trattamento con statine alla massima dose tollerata ed eventuali altri ipolipemizzanti. Nonostante la terapia attuata, i livelli basali di LDL erano pari a 145 mg/dL (FH I) e 134 mg/dL (FH II). L’età media dei partecipanti era 52-53 anni. La popolazione dello studio è stata randomizzata a iniezione sottocutanea di alirocumab 75mg (con possibilità di incremento di dose fino a 150 mg) ogni 2 settimane (n=490 in entrambi gli studi), o placebo (n=245 in entrambi) per 78 settimane. End point primario di entrambi i trial era la riduzione percentuale dei valori di LDL.

Dopo 24 settimane di trattamento, nel trial FH I i pazienti che avevano ricevuto alirocumab presentavano una riduzione delle LDL dal basale del 48.8%, rispetto a un aumento del 9.1% del gruppo placebo (differenza del 57.9%, p<0.0001); nel trial FH II si è osservata rispettivamente una riduzione del 48.7% verso un aumento del 2.8% (differenza del 51.4%, p<0.0001). A 52 settimane, nell’FH I, si è registrata una diminuzione dei livelli di LDL-C del 47% rispetto al basale e, nell’FH II, del 50% nei gruppi alirocumab rispetto agli aumenti del 9% e dell’8% dei gruppi placebo (p<0,0001). Il 72% dei pazienti trattati con alirocumab nell’FH e l’81% di quelli trattati con alirocumab nell’FH II hanno raggiunto i loro obiettivi prespecificati di LDL-C (70 mg/dL o 10 mg/dL) a 24 settimane a confronto del 2% e 11% dei gruppi placebo, rispettivamente (p<0,0001).

Gli eventi avversi in entrambi i trial sia nel gruppo in terapia con alirocumab sia in quello placebo, sono stati osservati rispettivamente nel 74.8% vs 75.4%, e hanno determinato l’interruzione della terapia rispettivamente nel 3.1% e 3.7%. Diversamente dai precedenti studi, in cui solo il 20% dei pazienti affetti da heFH era in grado di raggiungere il goal di LDL-C<2.5mmol/l, i dati emersi da entrambi i trial ODYSSEY FH I & II suggeriscono che l’alirocumab potrà essere una nuova arma contro l’ipercolesterolemia in questi pazienti a elevato rischio di sviluppo di CVD.

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Ivana Pariggiano
Ivana Pariggiano

Specialista in formazione , Cardiologia Seconda. Università degli Studi di Napoli, A.O. Dei Colli «Monaldi», Napoli.

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