12 – IV Simposio – When and in whom should DAPT be stopped?, di K. Huber
17 gennaio, 2017
Stent medicati o non medicati? La comunità scientifica si divide
18 gennaio, 2017

Neoaterosclerosi in stent: fattori di rischio e prognosi

You need to login or register to bookmark/favorite this content.

A cura di Marta F. Brancati

Kuroda M, Otake H, Shinke T, et al. The impact of in-stent neoatherosclerosis on long-term clinical outcomes: an observational study from the Kobe University Hospital optical coherence tomography registry. Eurointervention 2016;12:e1366-e1374.

La neoaterosclerosi in stent è la nuova «frontiera» della risposta vascolare all’impianto di uno stent. Non sarebbe stato possibile osservarla e capirne la frequenza senza le tecniche di imaging intracoronarico. Questo interessante studio pubblicato su Eurointervention si è servito dell’OCT (optical coherence tomography, di cui i giapponesi sono dei veri appassionati) per valutare la frequenza della neoaterosclerosi, nonché i possibili fattori di rischio e la prognosi a essa associata.

Sono stati arruolati 175 pazienti, sottoposti a controllo OCT dopo almeno 12 mesi dall’impianto di un BMS o di un DES, e a follow-up clinico a circa 50 ± 7 mesi. La neoaterosclerosi è stata rilevata in 46 pazienti (26%), nei quali sono stati osservati anche più alti livelli di colesterolo LDL e di PCR al follow-up. Peraltro, all’analisi multivariata i valori di LDL e di PCR erano indipendentemente associati alla presenza di neoaterosclerosi in stent (OR: 1.022, p=0.008, OR 1.022, p=0.001, rispettivamente). Inoltre, nei pazienti con neoaterosclerosi è stata osservata una più alta incidenza di eventi cardiovascolari avversi, per i quali, all’analisi multivariata, la presenza di neoaterosclerosi è risultata essere un predittore indipendente (hazard ratio: 2.909, p=0.012). Infine, è da notare come in questo studio venga confermato un dato già rilevato in studi precedenti, ovvero che la neoaterosclerosi è più precoce dopo l’impianto di un DES (inizia già a 12 mesi dall’impianto) che dopo l’impianto di un BMS (si osserva dopo alcuni anni).

Certo, si tratta di uno studio piccolo, che però aiuta a convincersi che la neoaterosclerosi in stent è, come dice la parola, simile all’aterosclerosi e diversa dalla restenosi «classica», per cui può essere associata a prognosi avversa e potrebbe essere in qualche maniera prevenuta con gli stessi presidi terapeutici messi in atto dai cardiologi clinici per prevenire la progressione della placca aterosclerotica.

[Scarica l’articolo in PDF]

 

Print Friendly, PDF & Email
Marta F. Brancati
Marta F. Brancati
Dirigente medico di I livello, UO Emodinamica, Ospedale degli Infermi, ASL BI - Biella

Comments are closed.

×
Registrati
Registrati alla newsletter di ATBV per non perderti le novità del sito.

Per proseguire occorre prestare il consenso al trattamento dei dati per tutte le finalità meglio descritte nell'informativa resa ex art. 13 Regolamento UE 679/2016 Acconsento al trattamento dei miei dati personali per le finalità di cui all'informativa