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Markers di infiammazione nella valutazione del rischio in pazienti con fibrillazione atriale

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A cura di Antonella Potenza

Hijazi Z, Aulin J, Andersson U, Alexander JH, Gersh B, Granger CB, Hanna M, Horowitz J, Hylek EM, Lopes R, Siegbahn A, Wallentin L, on behalf of the ARISTOTLE Investigators. Heart 2016;102:508–517.

La fibrillazione atriale costituisce un fattore di rischio maggiore di stroke ischemico e mortalità. Negli ultimi anni è stata posta particolare attenzione sul possibile ruolo dell’infiammazione nella genesi della FA; in particolare, alcuni markers di disfunzione e stress cardiovascolare come la TNI a elevata sensibilità, NT-proBNP e il fattore di crescita e differenziazione GDF-15, sono stati individuati come predittori indipendenti per lo sviluppo dell’aritmia. In questo studio è stata valutata la relazione tra i livelli dei markers infiammatori in basale e il rischio di successivi eventi cardiovascolari nel trial ARISTOTELE (Apixaban for Reduction In Stroke and Other Thromboembolic Events in Atrial Fibrillation). I livelli di interleuchina 6 (IL-6) e di proteina C-reattiva (PCR) sono stati misurati al momento della randomizzazione in 14.954 pazienti in FA in trattamento con apixaban o warfarin. Gli end-point sono lo stroke e gli eventi embolici sistemici, l’infarto miocardico (IM), la mortalità per tutte le cause, la mortalità cardiovascolare e i sanguinamenti secondo i criteri dell’International Society on Thrombosis and Haemostasis; l’associazione tra i livelli di IL-6 e PCR e gli outcomes è stata analizzata mediante regressione Cox in base a fattori di rischio clinici e altri biomarkers cardiovascolari (NT-proBNP, troponina, GDF-15, cistatina C). Il livello mediano di IL-6 è di 2.3 ng/ml (range interquartile 1.5-3.9); il livello mediano di PCR è di 2.2 ng/ml (range interquartile 1.0-4.8). Il-6 e PCR si associano a un aumentato rischio di mortalità per tutte le cause (totale 1064 durante follow-up) indipendentemente da altri fattori di rischio clinico e altri markers. In particolare, per IL-6 il tasso annuale di mortalità per tutte le cause aumenta dal 1.70% (quartile più basso) al 6.84% (quartile più alto) (HR 2.84; 95% CI, 2.33-3.47, p<0.0001); tale risultato rimane simile anche in presenza di biomarkers cardiovascolari e renali (p<0.001). Un trend simile è stato osservato anche per la PCR con un tasso di mortalità per tutte le cause annuale che aumenta dal 2.62% (quartile più basso) al 5.55% (quartile più alto) (HR 2.13; 95% CI 1.78 -2.5; p<0.0001). Inoltre, IL-6 è associata a IM, mortalità cardiovascolare e sanguinamenti maggiori al di là dei fattori di rischio clinici ma non in presenza di altri biomarker (NT-proBNP, troponina, GDF-15, cistatina C).

Pertanto nei pazienti con FA in trattamento con terapia anticoagulante i livelli di IL-6 e PCR sono associati indipendentemente a un aumentato rischio di mortalità, mentre non è stata osservata nessuna associazione con il rischio di stroke.

POTENZA markers

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Antonella Potenza
Antonella Potenza

Dirigente Medico I livello. Cardiologia Interventistica IRCCS-ASMN Reggio Emilia

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