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L’invenzione di un genere letterario

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A quanti di voi è accaduto di venire disturbati, magari all’ora di cena, da operatori telefonici di una qualche azienda che, approfittando della vostra pazienza e buona educazione, vi tormentavano per provare a vendervi un nuovo abbonamento televisivo o una tariffa più conveniente per le vostre bollette della luce? A tutti, immagino; come è capitato a me, ancora ieri sera.

 

E, come succede ogni volta a me, immagino che anche voi cerchiate di non essere mai maleducati con l’operatore del call center, il quale è senz’altro innocente (o anzi egli stesso vittima) della stessa azienda che sta disturbando voi. E quindi voi, come me, cercate di essere gentili, di declinare con educazione la proposta, tentate di essere rapidi ma non sbrigativi nel far intendere al giovane (magari nemmen tanto giovane e fors’anche in possesso di diploma di laurea) che sta dall’altra parte del telefono che no, quell’offerta proprio non vi interessa… Finché potete chiudere la comunicazione e riprendere la vostra vita in tranquillità con i vostri famigliari.

 

Insomma è capitato a tutti. E quindi, se vi capitasse di non voler lasciar correre e di voler inoltrare protesta, il giorno successivo, presso l’azienda che ha disturbato la vostra quiete al solo scopo di appropriarsi del vostro denaro, vi farà piacere sapere che, sul web, c’è chi ha tra il serio e il faceto già provveduto a rendere queste proteste scritte una sorta di genere letterario; e che non siete soli nemmeno in questo caso, insomma, perché la letteratura (anche questa volta) vi può essere di conforto e di aiuto. Per esempio, facendovi iniziare una missiva di protesta così:

 

Egregi signori,

ieri sera, dopo aver concluso una dura giornata di lavoro, stanco ma soddisfatto per il piccolo contributo da me dato alla crescita del Prodotto Interno Lordo della Nazione, sono tornato alla mia abitazione, dove ho cominciato a cucinare per me e il mio figliolo. Avviata una spadellata di carciofi ho messo a soffriggere lo scalogno per il sugo di pomodoro che presto si sarebbe trasformato in deliziosi gnocchi alla sorrentina.

A un tratto, e precisamente alle ore 19:46, è squillato il telefono, con l’annuncio di una chiamata riveniente dal numero 02xxxxxxx. Già!: perché purtroppo sono costretto a pagare, e profumatamente, un servizio che mi dica chi mi sta chiamando, e ciò per evitare di perdere il poco tempo libero del quale dispongo a declinare offerte di vini, olii e lupini rivenienti da imbonitori di dubbia serietà, i quali immancabilmente si mascherano dietro numeri anonimi.

Non era quello il caso, e infatti mio figlio, addestrato a verificare la provenienza della chiamata prima di alzare il ricevitore, mi ha avvisato che la comunicazione proveniva dalla mia bella città. Ho quindi distolto l’attenzione dal soffritto, e ciò solo per sentirmi apostrofare da una voce che pretendeva di chiamare da parte di Xxxx Xxxxxxx al fine di formularmi vantaggiose proposte.

Grande è stata la mia rabbia: perché posso pure ammettere, ben conscio di come questa nostra vita terrena sia solo una parentesi di imperfezione puntellata dal dolore, che esistano operatori commerciali che, emuli dei magliari del secondo dopoguerra, importunano il prossimo per smaltire un paio di vasetti di lampascioni in ispregio alle regole statuite.

Ma che Xxxx Xxxxxxx, dall’alto delle sue colossali dimensioni, non si premuri di verificare se il numero chiamato sia o meno iscritto al Registro delle Opposizioni, questo no. E quindi, delle due l’una: o chi mi ha chiamato asseriva falsamente di agire in vostro nome (e vi sarà facile appurarlo, dato che vi fornisco il numero chiamante; e se del caso agire a tutela del vostro buon nome) oppure l’operatore era davvero un vostro incaricato: nel qual caso desidero informarvi del fatto che, mentre declinavo alla mia sfortunata interlocutrice tutte le mie doglianze nei confronti della sua datrice di lavoro, lo scalogno sul fuoco si sia irrimediabilmente bruciato.

Tale circostanza è stata causa di grande stress in me e nella mia famiglia, sia perché per alcuni minuti si è verificato il permanere in cucina di un odore poco gradevole, sia perché desso era l’ultimo scalogno del quale disponessi, e ho pertanto dovuto riavviare il soffritto con l’aglio, che non tutti i commensali gradiscono…

 

E poi continua qui. E ne trovate altre, del medesimo autore e con il medesimo ironico tono, anche qui e qui (e anche altrove, se avrete la pazienza di navigare un po’ nel suo blog). E alla fine, ne sono certo, converrete con me che si tratta davvero dell’invenzione di un nuovo (e attualissimo) genere letterario.

Davide Profumo
Davide Profumo
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