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L’epidemiologia del tromboembolismo venoso nei pazienti affetti da cancro

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A cura di Seena Padayattil

Cohen A.T., Katholing A., Rietbrock S. et al., Epidemiology of first and recurrent venous thromboembolism in patients with active cancer. A population-based cohort study, Thromb Haemost 2017; 117: 57-65.

È ben noto che nei pazienti affetti da cancro l’incidenza del tromboembolismo venoso (TEV) è alta. Sia la patologia maligna che il suo trattamento aumentano il rischio di TEV. D’altra parte, il tromboembolismo venoso è associato a un aumentato rischio di morbilità e mortalità nei pazienti con tumore. Alcuni studi descrivono l’incidenza di TEV nei pazienti con cancro ricoverati in ospedale, mentre non è nota l’esatta incidenza di questa patologia nella popolazione generale affetta da cancro.

In un recente lavoro, Cohen e altri ricercatori hanno incrociato i dati provenienti dalle cure primarie nel Regno Unito (Clinical Practice Research Datalink), dalle dimissioni ospedaliere e dai risultati delle autopsie, per ricavare l’incidenza reale del tromboembolismo venoso e delle sue recidive nella popolazione dei pazienti affetti da cancro.

Dal 2001 al 2011 sono stati individuati 6592 primi eventi di tromboembolismo venoso in 112.738 pazienti. Di questi eventi, 3055 (46,3%) erano trombosi venose profonde, mentre 3537 (53,7%) erano embolie polmonari. Il tasso d’incidenza di TEV nei pazienti con cancro era di 5,8 per 100 pazienti-anno (95% IC 5,7 – 6,0). L’età media dei soggetti era di 68,8 anni e l’incidenza aumentava con l’età, arrivando a un picco nella sesta decade per gli uomini e nell’ottava per le donne. Il cancro alla prostata è il tumore con il maggior rischio di TEV negli uomini (17,5%), mentre per le donne è il tumore alla mammella (15,1%).

L’incidenza delle recidive, invece, è di 9,6 per 100 pazienti-anno, con un alto rischio di recidive nei primi 6 mesi (22,1 per 100 pazienti-anno), che decresce nel tempo fino a diventare raro dopo il quinto anno. Anche la mortalità è considerevolmente alta dopo un episodio di TEV: 64,5% dopo il primo anno, 74,7% dopo il secondo anno, 79% dopo il terzo anno, 83% dopo il quinto e 88,1% dopo il decimo anno.

Le caratteristiche degli episodi di tromboembolismo venoso nei pazienti con cancro presentano molte differenze rispetto a quelle della popolazione non affetta da cancro: un tasso d’incidenza notevolmente alto (circa 54 volte), l’età media d’incidenza (68,8 anni vs 65,5 anni), la netta prevalenza dell’embolia polmonare rispetto alla trombosi venosa profonda e il tasso di recidive (9,6/100 persone anno vs 4,9/100 persone-anno).

Oltre il periodo di osservazione di circa 10 anni, l’utilizzo dei dati provenienti da varie fonti come cure primarie, ricoveri ospedalieri e autopsie ha reso possibile, in questo lavoro, un’accurata descrizione dell’epidemiologia del tromboembolismo venoso nei pazienti affetti da cancro.

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Seena Padayattil
Seena Padayattil

Ricercatrice presso il Dipartimento di Cardiologia dell’Università di Padova.

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