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La terapia anticoagulante orale in pazienti con pregressa emorragia cerebrale

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A cura di Marta F. Brancati

Chao TF, Liu CJ, Liao JN, et al. Use of oral anticoagulants for stroke prevention in patients with atrial fibrillation who have a history of intracranial hemorrhage. Circulation 2016;133:1540-1547.

Lo studio tocca una questione spinosa e dibattuta: è possibile utilizzare la terapia anticoagulante o antiaggregante in pazienti con fibrillazione atriale (FA) e pregressa emorragia cerebrale? Utilizzando il National Health Insurance Research Database del Taiwan, sono stati identificati circa 12.900 pazienti in FA, con pregressa emorragia cerebrale, suddivisi in 3 gruppi in base al trattamento: nessuna terapia, terapia antiaggregante, terapia anticoagulante. L’incidenza di emorragia cerebrale e ictus ischemico nei pazienti non trattati era 4.2 e 5.8%/anno, rispettivamente. Nei pazienti in warfarin era 5.9 e 3.4%/anno, rispettivamente. Nei pazienti in terapia antiaggregante era 5.3 e 5.2%/anno, rispettivamente. Nel sottogruppo con CHADS2VASC > 6 in warfarin, tuttavia, il “number needed to treat” (NNT) per la prevenzione di 1 ictus ischemico era più basso del “number needed to harm” (NNH) per procurare 1 emorragia cerebrale (37 vs 56).

BRANCATI-05-02 La terapia anticoagulante orale in pazienti con pregressa emorragia cerebrale F1

Dunque, il warfarin andrebbe preso in considerazione nei pazienti con CHADS2VASC particolarmente elevato. Sarà interessante valutare se i NAO potranno abbassare la soglia per il trattamento.

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Marta F. Brancati
Marta F. Brancati
Dirigente medico I livello, Dipartimento Cardiovascolare della Fondazione Poliambulanza, US di emodinamica

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