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La terapia anticoagulante orale con Warfarin, ben condotta, riduce il rischio di complicanze

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A cura di Seena Padayattil

Björck F, Renlund H, Lip GYH,Wester P, Svensson PJ, Själander A. Outcomes in a warfarin-treated population with atrial fibrillation.

[published online April 20, 2016]. JAMA Cardiol. doi:10.1001/jamacardio.2016.0199.

Il Warfarin è uno dei farmaci con il maggior numero di complicanze legate alla terapia e conseguenti accessi ospedalieri. Una terapia anticoagulante ben condotta, con un tempo in range terapeutico (TTR) alto, riduce il rischio di complicanze.

Un registro nazionale svedese conferma che, per i valori di TTR > 70% e per il basso indice di variabilità di INR, l’incidenza di complicanze della terapia anticoagulante è molto bassa. L’analisi, retrospettiva, è stata eseguita su circa 40.000 pazienti in terapia anticoagulante tra il gennaio 2006 e il dicembre 2011. I pazienti con un TTR > 70% hanno avuto un’incidenza di morte, di emorragie maggiori e di complicanze tromboemboliche di 1,29%, 1,61% e 2,37% rispettivamente, contro un’incidenza di 4,35%, 3,81% e 4,41% dei pazienti con il TTR basso. Questo beneficio non si è notato nel caso di emorragie intracraniche (0,34% per il TTR > 70% e 0,72% per il TTR < 70%) e di tromboembolismo venoso (0,09% per il TTR > 70% vs 0,24% per il TTR < 70%).

Un’analisi di regressione Cox ha evidenziato l’insufficienza renale, l’ipertensione arteriosa, il sesso maschile e l’età come fattori significativi per le emorragie intracraniche; tra questi l’insufficienza renale è risultata essere il fattore di rischio più importante (2,25 volte).

In questa analisi su pazienti di vita reale l’incidenza di complicanze registrate è più bassa che negli studi di fase III degli anticoagulanti orali non Vit K dipendenti. Questo studio dimostra che una terapia con il Warfarin, ben condotta, è associata a un basso rischio di complicanze e rimane un’alternativa terapeutica valida per i pazienti in fibrillazione atriale non valvolare. L’analisi, come peraltro sottolineano gli stessi autori, non si confronta con i NOACs e quindi non può essere intesa come un messaggio per discriminare la scelta tra i due modi di anticoagulare, col warfarin o con un anticoagulante diretto.

PADAYATTIL Auricola F1

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Seena Padayattil
Seena Padayattil
Ricercatrice presso il Dipartimento di Cardiologia dell'Università di Padova.

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