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La rivascolarizzazione incompleta dopo PCI è associata a elevato rischio di eventi avversi cardiovascolari a un anno

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A cura di Marta F. Brancati

Hambraeus K, Jensevik K, Lagerqvist B, et al. Long-term outcome of incomplete revascularization after percutaneous coronary intervention in SCAAR (Swedish Coronary Angiography and Angioplasty Registry). JACC Cardiovasc Interv 2016;9:207-215. 

La decisione sulla completezza o incompletezza della rivascolarizzazione percutanea è attualmente discrezionale, in assenza di chiare evidenze a favore dell’una o dell’altra strategia. Questo interessante studio svedese ha valutato l’impatto prognostico della rivascolarizzazione percutanea incompleta al momento della dimissione. Sono stati arruolati circa 23.000 pazienti facenti parte del registro SCAAR (Swedish Coronary Angiography and Angioplasty Registry). La rivascolarizzazione incompleta è stata definita in base alla presenza di almeno una stenosi coronarica >60% con un territorio di distribuzione del vaso di almeno il 10% del miocardio. I 15.000 pazienti con rivascolarizzazione incompleta erano più anziani, con una coronaropatia più estesa e più frequentemente con STEMI alla presentazione. L’incidenza a un anno di mortalità per tutte le cause, infarto miocardico e re-PTCA era più alta nel gruppo con rivascolarizzazione incompleta rispetto a quello con rivascolarizzazione completa (7,1% vs 3,8%, 10,4% vs 6,0%, 20,5% vs 8,5%, rispettivamente). L’HR per il composito di morte, infarto e re-PTCA a un anno era più alto in caso di rivascolarizzazione incompleta.

BRANCATI La rivascolarizzazione incompleta dopo PCI è associata a elevato rischio di eventi avversi cardiovascolari a un anno F1

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Marta F. Brancati
Marta F. Brancati

Dirigente medico di I livello, UO Emodinamica, Ospedale degli Infermi, ASL BI – Biella

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