Ho letto ieri (ma è stato pubblicato qualche tempo fa, sulla rivista «Lo Straniero») un bell’articolo di Stefano Guerriero a proposito del sesso nella letteratura (e quindi, in realtà, a proposito del «racconto del sesso»: che è cosa diversa assai, come sa chiunque sia mai stato al bar con gli amici a raccontare di quella volta che ha incontrato la bionda del negozio di scarpe con la macchina in panne eccetera).

 

Ho quindi letto l’articolo, l’ho molto apprezzato e ho pensato che di tutte le citazioni a proposito di racconto del sesso che lui riporta, la più bella mi è sembrata ancora quella di Stendhal, Il rosso e il nero (leggere i classici, lo dicono tutti i cardiologi, fa bene al cuore):

 

Qualche ora dopo, quando Julien uscì dalla camera di madame de Rênal, si sarebbe potuto dire, en style de roman, che non ci fosse più nient’altro da desiderare.

 

O che, ancora meglio, il tutto era già stato perfettamente raccontato da Dante, nell’Inferno (pregasi notare: Inferno), quando Francesca da Rimini, a intendere che con Paolo non furono soltanto sguardi teneri e letture poetiche, diceva:

 

Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:

quel giorno più non vi leggemmo avante.

 

E si capisce bene che non lessero più il libro non perché (come mi diceva la mia prof del liceo) il marito di lei entrò e li sorprese mentre si baciavano, ma perché avevano scoperto di aver ben altro cui dedicarsi con passione.

 

Ma insomma, Stefano Guerriero prosegue nella sua analisi e nel suo bell’articolo (che è il link che vi consiglio oggi, al di là di ogni chiacchiera) e scrive cose belle e condivisibili, come questa:

 

La sessualità esce dagli enfers dove si nascondevano i libri proibiti di Sade, per collocarsi en plein air sugli scaffali della libreria buona. Per il grande critico, le ragioni dell’ostensione, dei libri in biblioteca e della sessualità nei libri, sarebbero da ricercare non tanto o non solo nel temperamento dei singoli autori, ma anche nella moda del tempo (la moda che si legherà pure ai mutamenti della società, ma è soprattutto, si sa, sorella della morte). Uno degli effetti collaterali del meccanismo della moda è l’iperbole. Oggi, nella letteratura cosiddetta “forte” (e meno in quella di intrattenimento o di consumo…), il sesso è irrinunciabile e sempre più acrobatico e virtuosistico, come in un film giallo il topos dell’inseguimento in macchina è sempre più acrobatico e improbabile (ma come fanno a guidare così?). E il dettaglio acrobatico prevale non solo nei romanzi che tematizzano il desiderio erotico e sono costruiti intorno ad esso, ma c’è sempre, sia pure per poche pagine in una storia che parla d’altro: ci deve essere, direbbe Totò, a prescindere.

 

E noi lettori, quindi, rimaniamo qui a chiederci che cosa questo continuo racconto del sesso voglia dirci della nostra contemporaneità e del nostro tempo. Se sia di una liberazione che ci parla, o non piuttosto di una corruzione o addirittura di una prigionia che nel frattempo ci siamo inconsapevolmente (e molto stupidamente) costruiti («La libertà ci ha fottuti», scriveva Michel Houellebecq, uno che sul racconto del sesso non ha niente da farsi insegnare da nessuno; si legga questo, per esempio; o anche questo).

 

E poi c’è anche quel bellissimo articolo di David Foster Wallace, il primo della raccolta Di carne e di nulla, che parlava anche lui di sesso e di racconto del sesso e che cominciava così:

 

Questa storia d’ amore la conoscete già. Un valoroso cavaliere intravede una bella fanciulla attraverso le lontane finestre di un castello alquanto sinistro e minaccioso. I loro occhi si incontrano – vagamente – attraverso l’aria tremolante per la canicola. È un colpo di fulmine. Il buon Signor Cavaliere parte al galoppo sfrenato in direzione del castello, brandendo la sua lancia. Ce la farà a galoppare fino alla bella fanciulla e a portarsela via senza complicazioni? Non proprio. Prima di tutto dovrà affrontare con successo un drago, non è vero? C’è sempre un drago particolarmente orribile di guardia al castello e se il cavaliere intende portarsi via la fanciulla deve assolutamente combattere e farlo a pezzi…

 

Ecco, diciamo allora che, quando parliamo e raccontiamo di sesso, sarebbe già abbastanza, se ci riusciamo, non dimenticarsi che c’è il drago.

Davide P.
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