lontananze
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in altri lividi tempi
11 marzo, 2016

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Ho pensato di fare questo piccolo sacrificio, e di superare la mia irrazionale (e però radicatissima) avversità nei confronti delle celebrazioni e delle ricorrenze: siano essi giorni della memoria o della poesia, feste della mamma o degli innamorati, celebrazioni liturgiche o, appunto, feste della donna. Ho deciso di fare questo piccolo sacrificio perché mi succede da un po’ di tempo che, ogni volta che mi fermo a pensarci, mi pare che i libri più belli che ho letto negli ultimi dieci anni li abbiano scritti quasi solo delle donne. Poi magari non è nemmeno vero e ci sono libri molto belli che ho letto di scrittori maschi. Ma le prime a venirmi in mente sono sempre le donne. E quindi ho deciso di fare qui (proprio oggi, che combinazione) un rapido e minimo elenco delle quattro o cinque donne che mi vengono subito in mente quando parlo di libri che ho letto negli ultimi anni e che mi sono molto piaciuti.

La prima è Agota Kristof, senza dubbio. La Trilogia della città di K è così bella che un po’ mi vergogno a segnalarla, perché penso che l’avrete senz’altro letta tutti. E allora faccio finta di niente e vi dico anche il breve romanzo che si intitola Ieri è bellissimo. Folgorante, direi. Con un finale tristemente meraviglioso.

Poi mi viene in mente Irène Némirovsky ed è davvero impossibile farne a meno. I titoli sono così tanti che è quasi impossibile sceglierne uno. A me piacquero tanto Il ballo e I doni della vita, ma credo sia soltanto un’impressione personale. Mentre per voi cardiologi potrà essere molto interessante David Golder, romanzo in cui si descrive (non so quanto bene, me lo direte voi) una crisi cardiaca. Ma ogni titolo è perfetto, quando si tratta di Irène, davvero. E ogni definizione restrittiva.

Poi c’è un libro, quasi un minuscolo racconto. Si intitola Destinatario sconsociuto e lo ha scritto una scrittrice che si chiamava Kressmann Taylor. Si legge in quaranta minuti ed è un incendio; con una struttura narrativa che diventa essa stessa contenuto e messaggio e significato. È un libro a cui nessun lettore dovrebbe rinunciare, secondo me. Aspetto di sapere se mi date ragione o no e quanto.

Poi ho molto amato anche un libro di racconti, qualche anno fa. Si intitolava L’amore è sopravvalutato e lo aveva scritto una francese, Brigitte Giraud, che poi ha scritto anche un romanzo, che mi piacque di meno, e poi l’ho persa di vista (di lettura in realtà, giacché vista non l’ho proprio mai…). Se ne avete qualche notizia, fatemi sapere, perché quei racconti erano davvero potenti e pieni di dolore e di vita, come è difficile trovarne se non nella bella letteratura.

E a proposito di Francia, vorrei anche dirvi che Amélie Nothomb mi è molto antipatica. Ogni volta che leggo una sua intervista penso che è antipatica. L’ho vista alcune volte in tv e l’ho trovata davvero molto antipatica. Una volta sono andato a sentirla parlare in una libreria milanese e, anche dal vivo, mi sono trovato a pensare che era davvero antipaticissima, la scrittrice più antipatica che avessi mai visto, praticamente insopportabile. Però Metafisica dei tubi è un libro che mi è piaciuto tanto tanto; e anche Stupore e tremore fu una lettura entusiasmante; e l’imprevedibile La nostalgia felice è stato, appunto, imprevedibile. E ce ne sono pure altri che, senza perdonarle l’antipatia (perché non si può), sono comunque romanzi da leggere, ad averne il tempo.

E poi, che pure è un genere totalmente diverso, mi entusiasmò, un paio di anni fa, la lettura romanzata che aveva saputo fare Clara Usón, nel suo libro La figlia, delle vicende delle guerre balcaniche negli anni Novanta. E poi ci sarebbero anche Helga Schneider, Penelope Lively, Elena Ferrante (che però forse non è una donna) e chissà quante altre che mi sono dimenticato e che finirà che qualcuno verrà a rimproverarmi di essermi dimenticato (sul web finisce sempre così…). Ma insomma, era solo un piccolo elenco, una specie di personale promemoria, per ricordarmi di dire che le mimose sono bellissime, ma i romanzi scritti da donne lo sono altrettanto. E forse dovrei, ai miei amici maschi, regalare uno di quelli. Magari domani, che è il 9 marzo e la ricorrenza è passata.

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Davide Profumo
Davide Profumo

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