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Il dottore va al congresso

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A cura di Claudio Cuccia

 

La notizia è proprio curiosa, tanto che la stampa non se l’è lasciata sfuggire (The Telegraph): se il dottore va al congresso, la mortalità dei pazienti si ridurrà. Ohibò, sarà la solita fake-news? Il classico sberleffo al dottore? Si vuole seminare il panico tra i pazienti?

Vediamo come i colleghi – siamo ad Harward – hanno confezionato la ricerca (1).

 

Si è misurata la mortalità a 30 giorni dei pazienti ricoverati, in ospedali universitari, per una sindrome coronarica acuta, STEMI o NSTEMI, nel periodo 2007-2012. Il confronto è tra quanto avvenuto nelle giornate in cui si svolgeva il più importante congresso di cardiologia interventistica, il TCT, e i ‘nonmeeting days’ del mese prima e di quello dopo il congresso.

Ne esce un dato singolare, non c’è che dire.

 

Perché il dato non fosse falsato, gli autori hanno studiato, con un metodo originale e complesso, le caratteristiche dei medici che eseguivano le procedure diagnostiche e terapeutiche durante le giornate del meeting (gli “stayers”) rispetto agli operatori delle giornate di confronto (gli “attendees”): pur se simili per età, sesso ed esperienza, gli “attendees” avevano un miglior curriculum in termini di ricerca, partecipazione ai trial clinici, pubblicazioni e trattamento complessivo dell’infarto.

Anche i pazienti – i 3153 trattati durante il meeting e i 31156 trattati nelle settimane precedenti o successive – non differivano per età, sesso e comorbilità. L’unica differenza sta negli esiti, a 30 giorni, in termini di mortalità, e solo nei pazienti con NSTEMI, pazienti questi che, durante il TCT, presentavano una adjusted mortality del 13.9% rispetto al 15.8% dei pazienti ‘nonmeeting’ (absolute adjusted risk difference, -1.9%; 95% CI, -3.6% to -0.4%; P=0.01).

 

 

Le percentuali degli interventi invasivi erano le stesse nei due periodi e anche la mortalità nei pazienti trattati con PCI non differiva: la differenza si è colta tra i pazienti non trattati, dove la mortalità fu del 16.9% nelle giornate del TCT rispetto al 19.5% delle giornate di riferimento (adjusted risk difference, -2.5% [95% CI, -4.4% to -0.7%]; P=0.008; P=0.04 for PCI-meeting interaction).

 

Cosa suggerisce lo studio?

 

Lo ipotizzano gli autori, quando scrivono che “… noninterventional cardiologists play an important role in deciding whether to consult interventional cardiology for patients with AMI and pursue PCI”. La ragione starebbe insomma nella selezione del paziente da inviare alla procedura interventistica, visto che i pazienti ‘trattenuti’ e curati ‘solo’ con la terapia medica sono andati meglio nei giorni in cui ‘il settimo cavalleggeri’ era al TCT.

 

Leggete il lavoro, la discussione è ricca e, come sempre si vorrebbe, stimola la riflessione, e riflettere, badate bene, è esercizio a basso costo e a resa sicura.

 

Buon congresso a tutti, pazienti compresi!

 

Congresso. Il participio passato di gradi, andare, è gressus; mettiamogli davanti cum ed ecco il congressus. ‘Andare insieme’ è vantaggioso, l’uomo è nato debole e socializzare è la sua più potente arma di difesa. Al congresso si scambiano i convenevoli, le coppie si affiatano, la scienza fa timide comparse e il tempo trascorre felice. Una volta erano pochi e buoni, i congressi. Ora son tanti, troppi e per lo più inutili, anche se amano chiamarsi meeting o workshop e fra un po’ sarà Trivago a dire se sarà più conveniente andare ad Aosta Aritmica o a Venezia Cuore in Gondola.

Come il pellegrino cristiano del Medioevo, così il congressista del nostro tempo indulge a tutti i piaceri e ai diversivi del viaggio, mentre in apparenza sembrerebbe austeramente intento al proprio perfezionamento. È vero che ci sono degli esercizi penitenziali da eseguire, come presentare (talvolta) un proprio saggio, e ascoltare (immancabilmente) l’esposizione dei lavori altrui, ma con questa scusa il viandante si muove e visita posti nuovi e interessanti, conosce persone nuove e interessanti […], mangia e beve e si diverte ogni sera in compagnia, eppure, a cosa finita, torna a casa con la reputazione accresciuta di persona seria e impegnata. I congressi di oggi hanno un ulteriore vantaggio sui pellegrinaggi di una volta, nel fatto che le spese sono pagate totalmente o in parte, dall’istituzione a cui il moderno pellegrino appartiene, sia esso un dicastero governativo, una ditta commerciale, o come forse più spesso accade, un’università. (David Lodge, Il professore va al congresso. Bompiani 1990.)

State a casa a studiare, vagabondi!

Da Le parole del cuore, ed. Il Mulino 2017, di un autore sempre più misterioso.

 

Bibliografia

  1. Jena A.B. et al. Acute myocardial infarctionmortality during dates of national interventional cardiology meetings. J Am Heart Assoc. 2018;7:e008230.DOI:10.1161/JAHA.117008230

 

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Claudio Cuccia
Claudio Cuccia
Webmaster. Direttore del dipartimento cardiovascolare, Fondazione Poliambulanza Istituto Ospedaliero, Brescia

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