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il consigliatore di libri

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Da quasi vent’anni, per esigenze (diciamo così) professionali, ho un piccolo elenco mentale di letture, di romanzi e di racconti, suddivisi in variabili e mutevolissime sottocategorie (storie d’amore, avventure per mare, classici italiani, libri che è meglio non far vedere alle mamme apprensive…) che posso consigliare ai giovani studenti a cui è stato dato in sorte di dover ascoltare le mie lezioni di letteratura. Ci sono romanzi immobili, in tale elenco, perché stanno lì da vent’anni, quasi incastrati uno all’altro, come su uno scoglio, che consiglio senza nemmeno doverci pensare; e poi ci sono romanzi giovani, appena entrati nella mia lista, altri che entrano ed escono, altri che sono usciti una volta per sempre, e non rientreranno più, perché nemmeno me li ricordo (ci si innamora anche per pochi mesi, quando si tratta di libri; è uno dei privilegi che possiamo tenerci stretti).

 

Tra i romanzi immobili del mio elenco, quelli incastrati agli altri, quelli abbarbicati alla mia miseranda e triste esistenza di «consigliatore di libri», ce ne sono alcuni che «sono strani», mi dicono i miei giovani studenti. Tanto che io li consiglio, ma con un po’ di incertezza; a volte con voce sommessa. E ce ne sono alcuni che non so nemmeno bene da dove vengano, come io li abbia letti, perché li abbia comprati, chi me li abbia magari consigliati (misterioso consigliatore del consigliatore di libri) cosa mi sia successo il giorno in cui li ho presi in mano in una libreria (c’erano ancora le librerie, in effetti) e mi sono detto, sì, compro questo.

 

E questo è per esempio Il minotauro di Benjamin Tammuz. Che lessi tanti anni fa e che da tanti anni è dentro a quell’elenco, nella sottocategoria delle «storie d’amore originali», una delle più richieste dai miei giovani studenti, una di quelle che, nel tempo, mi hanno regalato le più acute soddisfazioni (ma non c’è mai soddisfazione abbastanza grande per il mesto consigliatore di libri, lo potete immaginare). E oggi ho letto che questo romanzo sta per essere ripubblicato e che non sono nemmeno l’unico ad essermene innamorato, molto tempo fa, tanto da tenerlo per sempre in un elenco, come una vecchia patella sul suo scoglio. Potete leggere qui cosa sia questo romanzo e perché sia nel mio elenco. Ma forse vi basteranno queste poche righe, forse lo comprerete già oggi. Speriamo, dice tra sé e sé il consigliatore di libri:

 

Il romanzo pare perfetto. Il lettore è recluso nell’hangar di due solitudini, che mai verranno in contatto. Il rapporto tra i due è così sacro che il disvelamento sarebbe assassino. Soprattutto, spiamo – dacché i guardoni siamo noi, estasiati dalle lettere di questo amante misterioso – l’esito di un amore del tutto mentale: un uomo è fulminato dal viso di una donna – che non si accorge di lui – e decide che è lei e nessun altra. D’altronde, l’amore è così: disciplina, ossessione, spreco. Si ama solo l’irraggiungibile. Per amare bisogna essere un romanziere, consapevoli che i sentimenti sono giungla, sbandata di tigri.

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Davide Profumo
Davide Profumo
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2 Comments

  1. Tinni ha detto:

    Immediatamente inserito nella “lista desideri” ibs! 😉

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