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Idarucizumab nella gestione del sanguinamento gastrointestinale non controllato in corso di terapia con dabigatran

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A cura di Ilaria Cavallari

 

Van der Wall et al. Idarucizumab for Dabigatran Reversal in the Management of Patients with Gastrointestinal Bleeding. Circulation 2018 Online.

 

 

Sebbene il dabigatran abbia un profilo rischio-beneficio favorevole rispetto alla terapia con antagonisti della vitamina K per il trattamento del tromboembolismo venoso e per la prevenzione delle complicanze tromboemboliche della fibrillazione atriale non valvolare, possono verificarsi eventi emorragici maggiori, tra cui il sanguinamento gastrointestinale. L’obiettivo di questa analisi era fornire informazioni sull’efficacia e la sicurezza di idarucizumab come antagonista del dabigatran nei pazienti con sanguinamento gastrointestinale maggiore.

 

Popolazione in studio. Pazienti con sanguinamento gastrointestinale non controllato arruolati nello studio RE-VERSE AD, uno studio prospettico, multicentrico, open-label che ha testato l’efficacia e la sicurezza dell’idarucizumab 5 g per via endovenosa, somministrato sotto forma di due infusioni in bolo di 2.5 g a non più di 15 minuti l’una dall’altra.

Endpoints. L’endpoint primario era rappresentato dall’inversione massima della terapia anticoagulante con dabigatran entro quattro ore dalla somministrazione di idarucizumab misurata con i test tempo di trombina diluito (dTT) e con il tempo di coagulazione all’ecarina (ECT). Ulteriori endpoint includevano la cessazione del sanguinamento segnalata dallo sperimentatore entro le prime 24 ore e l’incidenza di recidive emorragiche, eventi tromboembolici e/o mortalità.

 

Risultati principali. Il sanguinamento gastrointestinale si è verificato in 137 pazienti arruolati nel REVERSE-AD; di questi, il 35% era a carico del tratto gastrointestinale alto, il 31% del tratto inferiore e il 34% a carico di entrambi o non noto. L’antagonizzazione completa del dabigatran è stata osservata nel 97.5% dei pazienti con un dTT elevato alla presentazione e nel 72.5% di quelli con un ECT elevato (si veda la figura). La cessazione del sanguinamento entro 24 ore è stata riportata nel 68.7% dei pazienti con un tempo mediano di 2.4 ore. Durante il follow-up di 90 giorni, sei pazienti (4.4%) hanno avuto un evento tromboembolico e 20 pazienti (14.6%) sono deceduti.

 

Conclusioni. L’idarucizumab ha mostrato un’antagonizzazione rapida e completa dell’attività del dabigatran in quasi tutti i soggetti che presentavano un sanguinamento gastrointestinale maggiore, facilitando la cura del paziente in emergenza.

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Ilaria Cavallari
Ilaria Cavallari
Cardiologo, Policlinico Campus Bio-Medico di Roma

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