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I ritagli di novembre

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Ogni giorno, perlustrando il web alla ricerca di qualcosa che possa essere interessante per l’Oblò, mi segno alcuni articoli, alcuni spunti, che forse mi saranno utili. Ma non tutti poi, in realtà, mi vengono utili: alcuni restano sospesi, inutilizzati, senza una storia che li tenga insieme. E però sono articoli o spunti molto belli, forse anche più che belli, senz’altro interessanti. Per questo, dopo averne lasciati indietro già un po’ troppi, ho deciso che alla fine di ogni mese, finché mi sopporterete, pubblicherò rapidamente questi «ritagli», quasi senza commento, al solo scopo di non dimenticarli; nella speranza che incontrino il favore di almeno qualcuno di voi, e che quindi non vadano inutilmente persi. Che magari poi succede, come spesso per i pranzi e le cene vere e importanti: che gli avanzi del giorno dopo sono quasi più buoni dei piatti del giorno prima.

Di Cesare Beccaria, di Alessandro Manzoni e del lungo dibattito sulla giustizia che per un secolo ha attraversato Milano (e forse non ha neppure ancora smesso di farlo).

Del lungo e inquietante viaggio che ha compiuto il virus Ebola per arrivare fin sulle prime pagine dei nostri giornali.

Delle imprescindibili regole (le quali paiono essere precisamente otto) che deve seguire chi ha deciso (se mai tra di voi medici ce ne fosse uno…) di scrivere un romanzo giallo.

Di una lettera che un professore canadese ha fatto, per anni, scrivere a tutti i suoi alunni e di chi ora la possa ricevere (e rifletterci su).

Del plurale di curriculum (che è lo stesso di referendum e che è anche un’inutile battaglia persa che inutilmente combatto da molti inutili anni)

Del successo di chi ha avuto una bella idea e quindi se lo merita, e (purtroppo) della retorica che a volte lo accompagna (e finisce per irritare i più irritabili).

Delle sette cose che è bene che ci ricordiamo quando decidiamo di acquistare (o di usare) un prodotto omeopatico.

Di come il cioccolato che mangiamo sia destinato a essere sempre più caro e del perché.

Di come il web abbia per sempre cambiato il nostro rapporto con la musica e di chi ne porti, in qualche modo, la responsabilità maggiore.

Degli sfondatori di porte aperte.

Davide Profumo
Davide Profumo
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