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i ritagli di gennaio

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Ogni giorno, perlustrando il web alla ricerca di qualcosa che possa essere interessante per l’Oblò, mi segno alcuni articoli, alcuni spunti, che forse mi saranno utili. Ma non tutti poi, in realtà, mi vengono davvero utili: alcuni restano sospesi, inutilizzati, senza una storia che li tenga insieme. E però sono articoli o spunti molto belli, forse anche più che belli, senz’altro interessanti. Per questo, dopo averne lasciati indietro già un po’ troppi, ho deciso che alla fine di ogni mese, finché mi sopporterete, pubblicherò rapidamente questi «ritagli», quasi senza commento, al solo scopo di non dimenticarli; nella speranza che incontrino il favore di almeno qualcuno di voi, e che quindi non vadano inutilmente persi. Che magari poi succede, come spesso per i pranzi e le cene vere e importanti: che gli avanzi del giorno dopo sono quasi più buoni dei piatti del giorno prima.

 

 

Dell’immortalità che abbiamo immaginato e dell’a-mortalità a cui andiamo (forse) incontro: un viaggio nell’immaginazione e nella letteratura.

 

Della reintroduzione della schiavitù come possibile opzione per le società del futuro: una provocazione?

 

Di uno straordinario poema del Rinascimento e del vortice di parole e immagini che da sempre gli gravitano intorno.

 

Di quello che è ancora capace di dirci sull’arte contemporanea uno straordinario e fulminante saggio di Walter Benjamin.

 

Di Genova.

 

Del desiderio di possedere i libri che non possediamo, anche se magari li possediamo già.

 

Di quello che succederebbe se la Bibbia fosse impaginata come un romanzo.

 

Della fantascienza in Cina, e di quello che i cinesi pensano debba fare la letteratura contemporanea.

 

Di una possibile politica che non accetti la subalternità della scuola: poche righe di Giulio Ferroni.

 

Del perché la Macedonia, che noi chiamiamo Macedonia, non possa chiamarsi Macedonia.

 

Del complesso rapporto tra università e mondo del lavoro, in Italia.

 

Di un farmacista e della sua curiosa libreria milanese.

Davide Profumo
Davide Profumo
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