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i ritagli di febbraio

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Ogni giorno, perlustrando il web alla ricerca di qualcosa che possa essere interessante per l’Oblò, mi segno alcuni articoli, alcuni spunti, che forse mi saranno utili. Ma non tutti poi, in realtà, mi vengono davvero utili: alcuni restano sospesi, inutilizzati, senza una storia che li tenga insieme. E però sono articoli o spunti molto belli, forse anche più che belli, senz’altro interessanti. Per questo, dopo averne lasciati indietro già un po’ troppi, ho deciso che alla fine di ogni mese, finché mi sopporterete, pubblicherò rapidamente questi «ritagli», quasi senza commento, al solo scopo di non dimenticarli; nella speranza che incontrino il favore di almeno qualcuno di voi, e che quindi non vadano inutilmente persi. Che magari poi succede, come spesso per i pranzi e le cene vere e importanti: che gli avanzi del giorno dopo sono quasi più buoni dei piatti del giorno prima.

 

 

Del poeta che ha inventato (in rime sparse) le parole e i sospiri dell’amore; e che pertanto, lo dicono gli inglesi, è il più grande poeta di tutti i tempi

 

Di una piccola grande casa editrice di Milano; e di come esistano quindi i progetti culturali intelligenti e di successo

 

Di élite e di denaro e di popolo; e di cosa significhi essere oggi parte dell’élite oppure del popolo

 

Del complottismo come mania e ossessione, che ci fa credere a ogni complotto possibile

 

Della morte di un musicista che da vent’anni aveva fatto del silenzio la sua unica nota musicale

 

Di come il lavoro del’editing possa venire raccontato da uno scrittore

 

Del racconto dei disastri climatici in atto e di come (e perché) a nessuno interessi ascoltarlo

 

Di un uomo che è morto per Danzica, trent’anni dopo che l’Europa si rifiutò di morire per Danzica

 

Di come alcuni romanzi italiani raccontino l’amore eterosessuale

 

Di una «neolingua»

 

Della lunga e mutevole storia letteraria della figura dell’«appeso» nei tarocchi

Davide Profumo
Davide Profumo
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