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i ritagli di aprile

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Ogni giorno, perlustrando il web alla ricerca di qualcosa che possa essere interessante per l’Oblò, mi segno alcuni articoli, alcuni spunti, che forse mi saranno utili. Ma non tutti poi, in realtà, mi vengono davvero utili: alcuni restano sospesi, inutilizzati, senza una storia che li tenga insieme. E però sono articoli o spunti molto belli, forse anche più che belli, senz’altro interessanti. Per questo, dopo averne lasciati indietro già un po’ troppi, ho deciso che alla fine di ogni mese, finché mi sopporterete, pubblicherò rapidamente questi «ritagli», quasi senza commento, al solo scopo di non dimenticarli; nella speranza che incontrino il favore di almeno qualcuno di voi, e che quindi non vadano inutilmente persi. Che magari poi succede, come spesso per i pranzi e le cene vere e importanti: che gli avanzi del giorno dopo sono quasi più buoni dei piatti del giorno prima.

 

Di un libro di lettere di Aldo Buzzi, che è stato un grande scrittore anche se già ce lo stiamo dimenticando, peccato.

Di come sia impossibile credere a un complotto medico mondiale: anche perché, naturalmente,m non converrebbe a nessuno, nemmeno ai medici.

Del giro d’Italia in 80 librerie compiuto da un nostro bravo scrittore, e delle considerazioni che egli ne ha potuto trarre.

Di come funzionano le grandi biblioteche in Italia e di come ci siano le regole ma, molto di più, ci siano le eccezioni.

Di uno strano libro (che non ho letto, ma magari lo farete voi…) scritto da un medico diventato paziente che spiega anche come si possa e, secondo lui, si debba essere medici.

Di uno spot canadese che parla di libri e di come i libri possano aiutare a trovare le parole, anche quelle più importanti di tutte.

Di un tumore contagioso che però non avremo mai (a meno che questo link non sia seguito dai molluschi, ma non credo…)

Di come sia facile prendere uno scrittore e farlo diventare, in 140 caratteri spazi inclusi, un cretino.

Di scuola e di lavoro, di come la scuola debba oppure non debba preparare al lavoro, di come i ragazzi debbano prepararsi a pensare al loro futuro lavoro.

Di Einstein che andava male a scuola, delle brioches di Maria Antonietta, della bicicletta di Leonardo da Vinci e di altre bugie che ci hanno raccontato e a cui, forse, stiamo ancora credendo.

Della scrittura sul web e di come tutti scrivano e di come, in ogni caso, scrivere possa fare bene, anche a chi legge meno di quello che noi auspicavamo.

Davide Profumo
Davide Profumo
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