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guardare senza leggere

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A volte basta vedere, osservare, guardare. E leggere, insomma, non è nemmeno detto che sia necessario, né per capire e nemmeno per rifletterci su. A volte il semplice vedere ed il non banalissimo ascoltare sarebbero anche sufficienti.

 

Per cui oggi, per esempio, comincio con il consigliarvi di guardare e di ascoltare un video. Lo ha postato un blogger acuto, che si fa chiamare il Comizietto, ed è un video che riguarda le (nostre) riunioni di lavoro, e gli esperti di qualcosa, e il marketing di tutto il resto, e tutto il tempo che perdiamo e che poi chiamiamo, secondo la logica perversa delle parole violentate, «produttivo». Ma il video, non temete, fa soltanto molto ridere. Anche quando non capiamo più se stiamo ridendo di noi o di qualcun altro che magari , a sua volta, pensa di ridere di qualcun altro che a sua volta ride dio qualcun altro eccetera… fino a tornare a noi, naturalmente (il video è qui, dura sette minuti, e ve lo prometto: vi divertirete).

 

Il secondo guardare è invece una semplice foto. A me ha fatto pensare molto, forse farà pensare anche voi, non lo so. Dice abbastanza chiaramente cosa sia il leggere e cosa sia una libreria, prima di tutto. Guardate la foto e poi magari mi direte (o lo penserete e basta, sarà comunque sufficiente). La foto è qui.

 

Infine un terzo guardare, assai più colto dei precedenti. Un palazzo meraviglioso con un ciclo di affreschi meraviglioso (attualmente in restauro ma presto si vedrà tutto), e uno splendido tour virtuale che davvero ci fa viaggiare tra stanze e opere che altrimenti, io credo, non potremmo mai vedere così tranquillamente e così nel dettaglio. Tanto da far dubitare della necessità di andarci davvero, nei posti, in mezzo alla folla e agli scatti degli smartphone, a non vedere quasi più niente se non gli schermi degli smartphone… Il tour virtuale è qui (e non vi dico cosa esattamente sia, perché conto, sappiatelo, sulla vostra curiosità).

 

Ma, almeno come post scriptum, permettetemi anche oggi un piccolo invito alla lettura: che riguarda invece, pensate un po’, la proibizione di leggere i libri, perché potrebbero turbare le giovani menti dei giovani lettori (non lettori, a questo punto?) universitari. E non stiamo mica parlando di Karl Marx, figuriamoci. Stiamo parlando di classici latini. Che la Columbia University dovrebbe, secondo alcuni, mettere in una specie di suo Indice dei libri proibiti. Si chiama, se ho capito bene, trigger warning ed è una pratica sempre più in voga nelle università americane, secondo colei che la racconta. Leggete l’articolo, io credo che vi stupirà. E se avrete voglia di dirmi cosa ne pensate mi trovate, naturalmente, a palazzo Farnese.

Davide Profumo
Davide Profumo
La mia pagina Facebook: https://it-it.facebook.com/davide.loscorfano

3 Comments

  1. ilcomizietto ha detto:

    Per quanto riguarda il video da me citato…io ho vissuto realmente quelle situazioni. Una molto simile, dove si parlava di righe rosse e blu.

    Per quanto riguarda l’ultimo suggerimento di lettura: gli studenti americani stanno male. Molto. Già a metà dell’articolo pensavo alla Divina Commedia, ai traumi che avrebbe potuto loro infierire. Hanno perso il senso della storia, sia come svolgimento temporale dei fatti, sia come racconto. Forse stanno troppo su twitter e poco su qualcosa di più lungo e complesso. Non so.

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