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Fondaparinux o LMWH nei pazienti ricoverati per NSTEMI: Il Registro Swedeheart

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A cura di Claudio Fresco

Introduzione

Le LG europee per il trattamento dell’infarto senza sopralivellamento ST assegnano da anni al fondaparinux la pole position tra gli anticoagulanti, basandosi fondamentalmente sullo studio OASIS-5. Tuttavia l’implementazione di questa evidenza è sempre stata difficile, per motivi differenti. Ad esempio il Registro Eyeshot condotto nelle UTIC italiane due anni fa ha documentato che in Italia solo il 12% dei pazienti viene trattato con fondaparinux. I ricercatori svedesi, utilizzando il loro registro permanente, hanno voluto verificare se questo sostanziale sottoutilizzo avviene anche in Svezia. Hanno quindi analizzato i dati di oltre 40000 pazienti ricoverati per NSTEMI tra il 2006 e il 2010 e trattati con fondaparinux o con LMWH.

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Nella Figura si può vedere la rapidità di adozione del fondaparinux negli 86 ospedali svedesi. Come si può vedere l’utilizzo del fondaparinux ha subito un drammatico aumento tra il 2008 e il 2009, e alla fine del 2010 il rapporto di utilizzo tra fondaparinux e LMWH è risultato di 4:1 nella grande maggioranza degli ospedali.

Ma la domanda più importante era però un’altra, e cioè se l’adozione del fondaparinux si fosse poi tradotta anche nel mondo reale in una riduzione degli eventi rispetto ai pazienti che invece sono stati trattati con LMWH.

 

Risultati

In totale, 14791 pazienti (36.4%) sono stati trattati con fondaparinux e 25825 (63.6%) con LMWH. Durante la degenza ospedaliera sanguinamenti richiedenti trasfusioni o comunque ritenuti maggiori si sono verificati in 165 pazienti trattati con fondaparinux e in 461 pazienti trattati con LMWH (OR 0.54; 95%CI, 0.42-0.70). 394 pazienti (2.7%) nel gruppo trattato con fondaparinux sono morti durante il ricovero e 1022 (4.0%) nel gruppo trattato con LMWH (OR, 0.75; 95%CI, 0.63-0.89). Tali differenze si sono mantenute significative anche a 30 e 180 giorni.

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Reinfarti e stroke sono invece risultati simili nei due gruppi.

In conclusione il Registro Svedese conferma quanto osservato nello studio OASIS-5. La cosa più importante è però che i risultati dello studio randomizzato vengono confermati in una popolazione che però era sensibilmente diversa da quella inclusa nel trial randomizzato. Ad esempio l’età media era di circa 5 anni più alta nel registro rispetto al trial, e una storia di infarto, stroke o disfunzione renale moderata era molto più frequente nel registro. Queste semplici osservazioni dovrebbero togliere ogni possibile remora sull’utilizzo del fondaparinux nei pazienti con NSTEMI. Adesso sarà veramente difficile spiegare come mai questo importante farmaco non viene utilizzato come dovrebbe, e la solita scusa che viene usata, “i pazienti che vedo nel mio ospedale sono diversi da quelli che sono stati inclusi nel trial”, in questo caso possiamo dire che non regge più.

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Fonda Registro RIV

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Claudio Fresco
Claudio Fresco
Presidente. Responsabile Scientifico, Dipartimento di Scienze Cardiotoraciche Azienda Ospedaliero-Universitaria “Santa Maria della Misericordia” - Udine

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