È attivo il corso FAD «NOW 5.0 – IN MY HEART: Il trattamento dei pazienti con fibrillazione atriale che devono sottoporsi a PCI: un cambio di paradigma?», coordinato dal dott. Claudio Fresco e dal dott. Andrea Rubboli. Le iscrizioni saranno aperte fino al 31 gennaio 2019, salvo raggiungimento del numero massimo di iscritti. Il corso è gratuito e consente di ottenere 9 crediti ECM.

Per iscriversi al corso, è sufficiente accedere alla pagina dedicata al corso e cliccare su «ISCRIVITI». Se si è già registrati al portale medmaps.it, si può effettuare il log-in inserendo e-mail e password. In caso contrario, sarà necessario effettuare – soltanto al primo accesso – la registrazione completa inserendo i propri dati personali.

 

Presentazione:

La fibrillazione atriale rappresenta l’aritmia più frequente nelle società occidentali. Si stima che circa il 2% della popolazione italiana sia affetta da fibrillazione atriale. L’invecchiamento progressivo della popolazione fa inoltre stimare che questo numero sia destinato a crescere ulteriormente nel futuro.

Anche la cardiopatia ischemica è una patologia ad alta prevalenza, che diventa sempre più alta man mano che l’età aumenta. Il cardine del trattamento degli eventi acuti è diventato il trattamento interventistico, che nella quasi totalità dei casi comprende l’impianto di uno o più stent coronarici, con la conseguente necessità di una protratta duplice antiaggregazione. Fino a pochi anni fa questi pazienti venivano sottoposti alla cosiddetta “triplice terapia” che comprendeva warfarin, aspirina e clopidogrel.

Questo trattamento, utilizzato in tutto il mondo, ha il suo tallone d’Achille nell’alto rischio di complicanze emorragiche.

Per ovviare a questo problema, ci si è posti la domanda se l’utilizzo di uno dei nuovi anticoagulanti, che notoriamente hanno un profilo di sicurezza e di efficacia decisamente migliore del warfarin, potesse sostituire il vecchio anticoagulante permettendo inoltre di togliere uno degli antiaggreganti dal cocktail antitrombotico. Lo studio Re-Dual PCI, con i suoi favorevolissimi risultati, rappresenta la risposta a questa domanda. Tuttavia la sua implementazione non è facile ed è francamente un peccato che i benefici associati a questo innovativo approccio al trattamento antitrombotico non vengano trasferiti alla popolazione.

Obiettivo della FAD è diffondere in modo sistematico l’epidemiologia dell’associazione tra fibrillazione atriale e sindromi coronariche acute; approfondire la farmacologia dei farmaci antitrombotici; diffondere i risultati degli studi che supportano il nuovo paradigma di trattamento di questi pazienti; confrontare i risultati degli studi con quanto attualmente indicato nelle vigenti Linee Guida.

 

Programma

Epidemiologia dell’associazione fra fibrillazione atriale e sindromi coronariche acute – a cura di Claudio Cuccia

The Dual Pathway Hypothesis: gli studi che supportano il nuovo paradigma di trattamento – a cura di Claudio Fresco

I rischi di una terapia combinata con farmaci antitrombotici – a cura di Maddalena Lettino

L’implementazione dei risultati degli studi nelle Linee guida e nella pratica clinica – a cura di Andrea Rubboli

 

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precedenti edizioni

«Gestione nella pratica clinica del paziente a rischio per sindrome coronarica acuta e tromboembolismo venoso»

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Clicca sull'immagine per scaricare la brochure

«Fibrillazione atriale e tromboembolismo venoso: il vantaggio di un’anticoagulazione sicura.»

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FAD immagine«Il fondaparinux, una barriera alla trombosi arteriosa e venosa»

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«Golden papers on… Terapia antitrombotica nei pazienti con STEMI/NSTEMI e TEV»

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