Familial Hypercholesterolemia: Screening, diagnosis and management of pediatric and adult patients Clinical guidance from the National Lipid Association Expert Panel on Familial Hypercholesterolemia.

30 Maggio 2011
Short-Term, High-Dose Atorvastatin Pretreatment to Prevent Contrast-Induced 
Nephropathy in Patients With Acute Coronary Syndromes Undergoing Percutaneous
 Coronary Intervention (from the ARMYDA-CIN [Atorvastatin for Reduction of
 MYocardial Damage during Angioplasty-Contrast-Induced Nephropathy] Trial.
30 Maggio 2011

Effect of statins on cholesterol crystallization and atherosclerotic plaque stabilization.

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Effect of statins on cholesterol crystallization and atherosclerotic plaque stabilization.

Abela GS et al; Am J Cardiol. 2011 Apr 18 [Epub ahead of print]





 

In un recentissimo studio sperimentale realizzato da un gruppo di ricerca americano si dimostra che le statine (nello specifico Pravastatina, Simvastatina e Atorvastatina) alterano il processo di cristallizzazione del colesterolo e dissolvono i cristalli formatisi nel core delle placche aterosclerotiche. I risultati da cui si evince la conclusione derivano da studi in vitro ed in vivo. In vitro è stato dimostrato che il volume di espansione del colesterolo (sciolto in olio di mais e lasciato cristallizzare in cilindri di vetro), viene ridotto in maniera significativa; inoltre l’incubazione in vitro di placche aterosclerotiche umane con statine ha mostrato un grado di dissolvimento dei cristalli di colesterolo maggiore rispetto a placche non esposti al farmaco. I risultati hanno trovato riscontro in osservazioni in vivo, in cui una percentuale significativa di pazienti trattati con statine ha evidenziato, tramite valutazioni di microscopia elettronica, un numero maggiore di cristalli in dissolvimento rispetto ai controlli. Data l’associazione esistente tra formazione di cristalli di colesterolo e rottura della placca , queste osservazioni supportano l’ipotesi che l’alterazione di tali cristalli determinata dalle statine sia potenzialmente in grado di stabilizzare placche di tipo vulnerabile. I risultati forniscono un meccanismo aggiuntivo alla base del già descritto effetto pleiotropico delle statine.

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