A cura di Marta F. Brancati

Nakamura M, Iijima R, Ako J, et al. Dual Antiplatelet Therapy for 6 Versus 18 Months After Biodegradable Polymer Drug-Eluting Stent Implantation. JACC Interv 2017;10:1189-1198.

Il dibattito sulla durata della doppia antiaggregazione piastrinica (DAPT) è di grande attualità. In particolare, si registrano due “scuole” opposte: il prolungamento della terapia a lungo termine per ridurre il rischio ischemico vs l’accorciamento per ridurre quello emorragico. Indipendentemente dal rischio globale del paziente, però, vi è un rischio intrinseco legato al tipo di stent impiantato e, sebbene i DES di nuova generazione abbiano dimostrato in generale un rischio trombotico molto basso, diversi fattori specifici per ogni protesi (come lo spessore delle maglie, la presenza e il tipo di polimero) potrebbero determinare delle differenze tra le varie tipologie di stent.

Lo studio multicentrico randomizzato NIPPON (Nobori Dual Antiplatelet Therapy as Appropriate Duration) ha indagato, con un disegno di non-inferiorità, la durata più sicura della DAPT in pazienti trattati con DES con polimero riassorbibile (Nobori – Terumo, Tokyo). Si tratta di stent medicati nei quali il polimero viene totalmente riassorbito nel giro di qualche mese, con una potenziale riduzione della trombosi di stent (il polimero è infatti stato associato a tale rischio). Lo studio ha arruolato 3773 pazienti con coronaropatia stabile o instabile, che sono stati randomizzati 1:1 alla DAPT per 6 vs 18 mesi (rispettivamente 1381 e 1381). L’endpoint primario, il netto degli eventi avversi cerebrovascolari e dei sanguinamenti maggiori, è stato osservato nel 2.1% dei pazienti trattati con DAPT per 6 mesi e nell’1.5% di quelli trattati per 18 mesi (differenza 0.6%, IC 95%: 1.5-0.3), confermando la non-inferiorità. La mortalità è stata dell’1% nel gruppo che ha assunto DAPT per 6 mesi e dello 0.4% in quello che l’ha assunta per 18 mesi. Complessivamente, il rischio di eventi avversi era più basso nel gruppo che ha assunto la DAPT per 18 mesi (HR: 1.44, IC 95%: 0.86-2.43). Lo studio, peraltro, va interpretato con cautela, dato il disegno di non-inferiorità in aperto.

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Marta F. Brancati
Dirigente medico di I livello, UO di Emodinamica, Ospedale degli Infermi di Biella - ASL BI

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