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Due secoli di libri e di parole

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Mi sto divertendo sul web, oggi, e intanto cerco di capire un po’ di storia della critica letteraria e della fortuna degli scrittori italiani. Mi sto divertendo in compagnia di questo articolo di Stefano Maggiolo, che analizza grazie a Google Books e a uno strumento di analisi ad esso collegato (si chiama Google Ngrams) le parole che hanno caratterizzato gli anni dal 1800 fino a oggi. Maggiolo propone un bel grafico e ci spiega come funziona il gioco:

 

Abbiamo detto di come i dati siano prodotti in quantità sempre maggiori, ma spesso non disponibili liberamente, per motivi commerciali, o anche solo per mancanza di un’interfaccia agevole. Per questo motivo, ogni volta che scopro una sorgente che rende facilmente fruibili dei dati interessanti, per me è come la mattina di Natale. In questo caso, la sorgente è Google Ngrams, un servizio che permette di indagare la frequenza d’uso delle parole nel corpus dei libri scansionati da Google, e sopratutto che offre la possibilità di scaricare i dati grezzi per altre analisi. Usando l’interfaccia è facilissimo scoprire che “kitsch” è davvero entrato nell’uso comune a partire dalla seconda metà degli anni settanta, che “noja” e “varj” non si usano più dalla prima metà dell’Ottocento, e che l’espressione “qualcosa di sinistra” è stata diffusa da Aprile [il film di Nanni Moretti].

 

Ma prima ancora che Maggiolo giungesse alla sua condivisibilissima conclusione, per cui «non siamo speciali» (e forse non era necessario Google per saperlo…), io mi ero già infilato dentro Google Ngrams e avevo già provato a fare un centinaio di ricerche per conto mio, tutte letterarie ovviamente: per esempio sul successo dei tre cosiddetti padri fondatori della lingua e letteratura italiana (Dante, Petrarca, Boccaccio); o su quello dei tre poeti quasi “classici” del Novecento (Montale, Ungaretti, Saba). Per non parlare dei continui sorpassi e controsorpassi tra Foscolo, Leopardi e Manzoni; e poi, volendo, anche delle passioni caravaggesche dei nostri anni, che hanno oscurato Raffaello ma non Giotto…

 

Insomma, c’è di tutto ed è per tutti e si arriva dappertutto. Provatelo, se avete tempo, e fatemi sapere se scoprite qualcosa di bello e interessante (oltre al fatto, ci mancherebbe, che non siamo mai stati, nemmeno per un attimo, «speciali»)

Davide Profumo
Davide Profumo
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