“Futuri testicoli”
9 Aprile 2014
Forse non tutti sanno che
13 Aprile 2014
“Futuri testicoli”
9 Aprile 2014
Forse non tutti sanno che
13 Aprile 2014

Di quello che siamo

Qualche giorno fa ho avuto il piacere di ascoltare l’intervista che lo storico dell’arte Tomaso Montanari ha concesso alla trasmissione della Rai «Che tempo che fa»; e ho trovato le sue parole molto interessanti e stimolanti. Ho ascoltato il suo punto di vista su concetti come «cultura», «patrimonio culturale» e «humanitas» e l’ho trovato brillante, non convenzionale e finalmente (permettetemi) anche un po’ fuori dai consueti e vanissimi luoghi comuni sulla cultura, cui siamo dolorosamente abituati. Per questo vi consiglio, se ne avrete tempo, di andare sul sito della Rai a e di ascoltare quell’intervista (è qui, dura poco più di 10 minuti): perché fa sempre bene meditare opinioni non ovvie e non trite su una questione così importante come quella del patrimonio culturale italiano.

 

Ma la televisione non basta, come sempre. E dunque, in questi giorni, ho anche letto l’ultimo libro di Tomaso Montanari, che si intitola Istruzioni per l’uso del futuro. E di nuovo l’ho trovato una lettura di estremo interesse: a volte discutibile o eccessiva, ma complessivamente condivisibile, sempre originale e piena (di cose perdonatemi il lessico semplice, ma a volte è anche quello più efficace) giuste.

 

Come questa per esempio:

 

  • Prima ancora che sulle leggi, sui fondi, sulla politica culturale o sui ministri, la salvezza del nostro patrimonio culturale si gioca sul ruolo che assegniamo a quel patrimonio nella nostra vita. Esso rientra nell’immensa parte dedicata al consumo e alla produzione, o può invece alimentare il poco che dedichiamo alla crescita morale, all’educazione e all’allenamento intellettuale? A cosa serve, davvero, la storia dell’arte: a far crescere il Pil o a far crescere il nostro spirito? Siamo abituati a calcolare con grande attenzione il ritorno di ogni nostro investimento: ebbene, oggi dobbiamo decidere se rimanere umani e civili è un ritorno sufficiente.

 

E come il breve ma perfetto capitolo che si intitola «Quotidiano». Insomma, è un libro che mi sento di consigliare a tutti. Magari anche solo per discuterne e non essere d’accordo. Ma, finalmente, cominciare a discutere davvero di cultura, e di quello che in fin dei conti siamo.

Davide Profumo
Davide Profumo
La mia pagina Facebook: https://it-it.facebook.com/davide.loscorfano

Comments are closed.