Qual è lo scrittore italiano più importante degli ultimi duecento (e forse anche trecento o quattrocento) anni? Sì, è lui, avete indovinato.

 

E qual è invece lo scrittore più deriso, detestato e soprattutto mediamente meno compreso degli ultimi duecento (e forse anche trecento o quattrocento) anni? Ecco, sì, avete di nuovo indovinato: è sempre lui, lo stesso di prima, quello scrittore lì. Che io amo tantissimo, s’intende, ma che non tutti (nemmeno i miei colleghi, che pure lo insegnano… ci siamo capiti) amano come forse si potrebbe, traditi magari dal malinteso concetto di Provvidenza o da un rossore di Lucia che non hanno saputo (loro non hanno saputo) capire.

 

Ecco perché trovo importante e grandemente meritoria l’iniziativa che Radiotre ha fatto partire ieri pomeriggio (scusate il ritardo, ero in macchina, sull’autostrada, non sapevo come avvertirvi…) e che consiste in una lettura integrale del romanzo di quello scrittore lì (che è I promessi sposi di Alessandro Manzoni, ovviamente), effettuata da grandi attori italiani contemporanei, ogni giorno della settimana alle ore 17. Qui potete trovare il progetto delle voci quotidiane e anche ascoltare le letture in diretta sul web, senza nemmeno bisogno di avere o accendere la radio; e qui invece trovate tutte le puntate che eventualmente vi sarete persi (sono i cosiddetti podcast, se vi rimangono dei dubbi).

 

Ma prima ancora potreste forse provare a comprare un agile libretto, che si intitola Il tempo e le opere ed è stato scritto da Carlo Emilio Gadda (un altro di quegli scrittori straordinari che sembrano troppo complessi perché qualcuno osi anche solo pensare di leggerli..) E andare quindi alla pagina 19 del volumetto e leggere la sua Apologia manzoniana, scritta, pensate un po’, nel 1927. Perché quello è forse  il testo che, tra una pugnalata e l’altra agli scrittori e (ahimè) anche ai lettori dell’Italia di oggi (anzi, no, scusate: del secolo vigesimo…), riesce meglio di tutti a spiegare perché uno scrittore straordinario come Alessandro Manzoni possa essere contemporaneamente il più grande e il più irriso e incompreso degli ultimi duecento (ma anche trecento o quattrocento) anni.

 

 

 

[Aggiornamento delle 18.30. Il testo di Gadda si trova anche in rete, a questo indirizzo, se non riuscite a passare in libreria. Il sito gaddiano mi è stato segnalato su un social network da una persona (non un medico, ma un giurista appassionato di Manzoni) che aveva letto questo post: segno che la rete, quando ci proviamo, funziona bene.]

Davide P.
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