A cura di Marta F. Brancati

Raungaard B, Christiansen EH, Bøtker HE, et al. Comparison of Durable-Polymer Zotarolimus-Eluting and Biodegradable-Polymer Biolimus-Eluting Coronary Stents in Patients With Coronary Artery Disease. 3-Year Clinical Outcomes in the Randomized SORT OUT VI Trial. JACC interv 2017; DOI: 10.1016/j.jcin.2016.11.007.

I DES di nuova generazione hanno dimostrato una minor incidenza di eventi avversi rispetto a quelli di prima generazione. Ciò è dovuto, in parte, alle caratteristiche del polimero, che nei nuovi DES può essere biocompatibile o bioriassorbibile, con bassissimo profilo di trombogenicità.

Difficile dire se sia preferibile il profilo biocompatibile o bioriassorbibile. In generale, vi sono molti più dati in letteratura sui DES con polimero biocompatibile; d’altra parte, i DES di seconda generazione con polimero bioriassorbibile hanno dimostrato superiorità rispetto ai DES di prima generazione, ma non rispetto a quelli di seconda generazione con polimero biocompatibile.

Questo studio confronta un DES con polimero biocompatibile (a rilascio di zotarolimus) con uno con polimero bioriassorbibile (a rilascio di biolimus), in pazienti coronaropatici (sia stabili che instabili). Si tratta di un trial randomizzato di non inferiorità, che ha reclutato 2999 pazienti. A 3 anni di follow-up, gli eventi cardiovascolari avversi sono stati osservati nell’8.6% dei pazienti trattati con DES con polimero biocompatibile e nel 9.6% dei pazienti con polimero bioriassorbibile (p=0.36). Non sono state osservate differenze nell’incidenza di morte cardiaca (2.7 vs 3.4%), infarto miocardico (2.7 vs 2.5%), nuova rivascolarizzazione (5.4 vs 5.5%), trombosi in stent definita (0.4% vs 0.7%).

Dunque i DES di nuova generazione sono fondamentali per i trattamento della coronaropatia e hanno bassissima incidenza di complicanze; al momento si può ritenere che gli ottimi risultati possano prescindere dal tipo di polimero.

[Scarica l’articolo in PDF]

Marta F. Brancati
Dirigente medico di I livello, UO di Emodinamica, Ospedale degli Infermi di Biella - ASL BI

Commento allo studio COMPASS

A cura di Maurizio Del Pinto (altro…)

Studio CANTOS: nuove prospettive per il trattamento delle malattie cardiovascolari

A cura di Antonella Potenza (altro…)

Studio COMPASS: efficacia dell’associazione rivaroxaban ed aspirina nei pazienti con vasculopatia aterosclerotica stabile

A cura di Antonella Potenza (altro…)

Idarucizumab: Risultati finali dello studio RE-VERSE AD

A cura di Antonella Potenza (altro…)

Lo studio RE-DUAL PCI nei pazienti con FA sottoposti a PCI: risultati e considerazioni per la pratica clinica

A cura di Andrea Rubboli (altro…)