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cioè amore

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Avevo pensato, stamattina, di segnalare la migliore recensione che mi è capitato di trovare in queste settimane del nuovo libro di Antonio Scurati, M., che ho letto e che ho trovato un libro importante, starei per dire indispensabile: con qualche difetto indubbiamente (lo dice perfettamente anche Demetrio Paolin, che tale recensione ha scritto), ma troppi altri pregi per non essere, a mio parere, consigliato.

 

Poi però mi è tornata in mente una considerazione che altre volte credo di avervi proposto e che non mi stanco mai di rimuginare tra i miei ossessivi e inutili pensieri. La considerazione è che io avrei bisogno più di stroncature che di recensioni; avrei bisogno che uno bravo (uno dei tanti più bravi di me) mi dicesse: è vero, questo libro è brutto, questo autore ha scritto un libro brutto, non sei il solo a pensarlo, stai tranquillo, non sei l’unico a imbarazzarti davanti a certe bruttezze. E lo so bene che è difficile scrivere stroncature: che ci vuole coraggio, incoscienza e la voglia di farsi un bel po’ di nemici… Ma è proprio per questo che ne avrei bisogno sul serio, di stroncature ben fatte.

 

Ed ecco, quindi, che con piacere vi segnalo non una singola stroncatura, che sarebbe troppo semplice e un po’ inutile, quanto una vera rubrica settimanale di (motivate) stroncature. La tiene Davide Brullo sul sito Linkiesta e si intitola Il bastone e la carota (perché non di sole stroncature si vive: e per ogni libro stroncato ne troverete anche un altro lodato e proposto, sempre da Davide Brullo).

 

Ve ne posso consigliare, se siete ancora indecisi e vi spaventa la perentorietà dello stroncatore, un piccolo assaggio, che riguarda Erri De Luca e le sue ultime pubblicazioni, così più deboli di quelle di vent’anni fa (ha ben ragione Brullo, secondo me):

 

Il giro dell’oca oltre a far rimpiangere un libro pressoché omonimo targato Feltrinelli – lo spassoso Il giuoco dell’oca di Edoardo Sanguineti, ora fuori catalogo – mi fa lacrimare sul talento perduto di Erri, ridotto a un anonimo redattore di ramanzine sul tempo che fu, che fa.

 

Oppure vi segnalo il profilo incredulo di un inaccettabile Oscar Farinetti poeta (che si accompagna a un’altra segnalazione poetica, bellissima):

 

Solo che Farinetti non scrive versi, fa la pipì sull’aiuola della poesia italiana. Ma come si permette, Farinetti, di pisciare in testa al fior fiore della poesia italiana? La poesia – se sei poeta – si fa in due modi: o usi il tosaerba e la katana e disintegri l’aiuola, o ti curi dei fiori, con dedizione e obbedienza. Oppure, occupati degli affari tuoi – e Farinetti avrà scarso tatto lirico ma ha un fiuto per gli affari indubbiamente superiore.

 

O infine, perché non su tutto è necessario avere i medesimi gusti, vi propongo il link verso la stroncatura che Brullo riserva a Carrère, nientemeno, il quale invece, ahimè, rimane uno degli scrittori che preferisco:

 

Poi arriva Carrère, scrittore in carriera, che riduce il carisma della letteratura francese in un biberon buono a tutte le latitudini della stupidità. Scrittura asciutta? Macché, sciatta. Pensieri profondi come un fiume in secca (“…”), sesso in quantità industriosa, dozzinale, per far presa sul pubblico borghese, guardingo e guardone…

 

E poi, insomma, potrete andar avanti da soli e io credo che vi divertirete un  po’, come è accaduto a me (per esempio con il graffiante articolo sul lavoro di tanti editor), e che ne avrete anche qualche ottimo consiglio per i libri da leggere nei prossimi mesi. Ma in più, oltre a tutto questo, sarà secondo me utile, leggere le poche parole che lo stesso Brullo ha dedicato in questi giorni alla sua stessa rubrica: perché ce ne spiegano il senso e (anche se non siamo d’accordo con lui, come mi è capitato) rendono merito al suo lavoro di recensore di ombre, oltre che di luci. La trovate qui, sul sito letterario (sempre interessantissimo) che lui stesso ha fondato e che io tante volte ho citato. E dice per esempio così:

 

In effetti, in un Paese culturalmente perbenista, dove sulle pagine culturali dei giornali che contano – finché contano – ci si lecca il didietro a vicenda o si impalcano propagandistiche polemiche sulla ‘trama’ di un libro e mai sulla ‘forma’ in cui è scritto, ho fatto risorgere la pratica della stroncatura. L’ho fatto da tempo – prima stroncavo su Libero – perché, non essendo un esperto ma uno sfrenato, amo parlare di ciò che amo, la letteratura, da amante, sempre acceso, infiammato… Della mia rubrica, di norma, a nessuno importa ‘la carota’ – il libro che propongo, perché è troppo facile distruggere senza fornire una alternativa, una risposta – tutti si concentrano sul ‘bastone’. Devo dire che la rubrica mi ha portato a decuplicare la rubrica dei nemici, di chi non mi sopporta. Poco importa: la letteratura non è stare inchinati col tutù o prepararsi un futuro a Segrate. Letteratura è lotta – cioè amore.

Davide Profumo
Davide Profumo
La mia pagina Facebook: https://it-it.facebook.com/davide.loscorfano

2 Comments

  1. .mau. ha detto:

    hai idea se c’è un feed apposta per la rubrica di Brullo? Io sono da solo a leggere e lì sono in tanti a scrivere (cit.), e senza un feed non ce la faccio a controllare regolarmente tutto.

    (in generale si può parlar male di un libro anche facendo finta di parlarne bene, il che è il modo più semplice che io ho trovato per evitare di farmi ancora più nemici di quelli che ho già. In effetti Brullo, con la carota affiancata al bastone, ha trovato un’altra bella strada)

    • Davide Profumo ha detto:

      A me pare che il feed specifico non ci sia… Ho trovato solo quello della sezione “Cultura”, che però propone 4 o 5 articoli al giorno (tra cui, una volta alla settimana, il suo): siamo sempre troppo soli a leggere 😉

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