31 Maggio, 2013

Profilassi del tromboembolismo venoso in medicina interna: il ruolo dei nuovi anticoagulanti orali &NBSP

Profilassi del tromboembolismo venoso in medicina interna: il ruolo dei nuovi anticoagulanti orali &NBSP
Davide Imberti, Filippo Di Todaro
Centro Emostasi e Trombosi, Dipartimento Di Medicina Interna, Ospedale DI  Piacenza;     U.O. di Medicina Interna Ospedaliera 2 Azienda Ospedaliera-Universitaria

30 Settembre, 2012

L’aspirina nella prevenzione delle recidive di tromboembolismo venoso

L’aspirina nella prevenzione delle recidive di tromboembolismo venoso

Dr Corrado Lodigiani
Istituto Clinico Humanitas Circa il 20% dei pazienti con un episodio di tromboembolismo venoso (TEV) idiopatico presenta una recidiva di trombosi venosa profonda e/o embolia polmonare clinica entro 2…
19 Giugno, 2008

La mutazione JAK2 V617K: un nuovo marcatore genetico di trombofilia

La mutazione JAK2 V617K: un nuovo marcatore genetico di trombofilia
V. Toschi
Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale e Centro Emostasi e Trombosi
AO Ospedale San Carlo Borromeo, Milano

 

Un evento tromboembolico venoso o arterioso può costituire la presentazione …

30 Maggio, 2007

L’enoxaparina nella prevenzione del tromboembolismo venoso dopo uno stroke: lo studio prevail

L’enoxaparina nella prevenzione del tromboembolismo venoso dopo uno stroke: lo studio prevail

M. Lettino
Fondazione Policlinico S.Matteo Irccs – Pavia

 

La profilassi del tromboembolismo venoso nel paziente non chirurgico.

Le indicazioni all’impiego dell’eparina a basso peso molecolare per la …

24 Maggio, 2005

la doppia antiaggregazione nei pazienti sintomatici per stenosi carotidea: lo studio caress

La doppia antiaggregazione nei pazienti sintomatici per stenosi carotidea: lo studio caress
M. Lettino

 

Lo studio CARESS e’ un trial clinico prospettico, randomizzato, in doppio cieco che ha coinvolto 11 centri europei distribuiti in Francia, Germania, Svizzera e Regno …

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20 maggio – 3 giugno 2019 – Survey IV – La terapia anticoagulante orale nel paziente anziano e/o fragile