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BVS nello STEMI

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A cura di Marta F. Brancati

Tousek P, Kocka V, Maly’ M, et al. Long-term follow-up after bioresorbable vascular scaffold implantation in STEMI patients: PRAGUE-19 study update. Eurointervention 2016;12:23-29.

Si tratta dei primi dati relativi all’efficacia e alla sicurezza a lungo termine dell’uso degli stent medicati bioriassorbibili (BVS) nel contesto dello STEMI. Lo studio PRAGUE-19 ha screenato 580 STEMI fra il 2012 e il 2015, arruolandone 117; nel 97% di loro è stato impiantato un BVS. L’endpoint primario, il combinato di morte, reinfarto e ripetizione della rivascolarizzazione (TLR) è stato osservato nell’11.5% dei pazienti a un follow-up medio di 730±275 giorni, con una mortalità totale del 4.4%. Gli eventi clinici sono stati confrontati con quelli di 127 pazienti con STEMI trattato con impianto di uno stent metallico (DES o BMS), e non sono state evidenziate differenze statisticamente significative.

BRANCATI-06-21 giugno BVS nello STEMI F1

Soltanto in due pazienti si è verificata in maniera certa la temibile trombosi di stent, in fase precoce, mentre non sono state osservate trombosi tardive. I dati sulla restenosi valutati con angiografia quantitativa (QCA) e con optical coherence tomography (OCT) sembrano positivi (late lumen loss 0.2±0.33 mm, area luminale minima 5.3±1.37 mm2, area minima di iperplasia neointimale 2.9±0.48 mm2). Va detto che il follow-up a due anni è stato ottenuto soltanto in 69 pazienti, e anche l’OCT è stata effettuata su un piccolo campione, per cui sono dati che non possono essere considerati inconfutabili, sebbene incoraggianti.

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Marta F. Brancati
Marta F. Brancati

Dirigente medico di I livello, UO Emodinamica, Ospedale degli Infermi, ASL BI – Biella

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