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BMI e rischio di insorgenza di fibrillazione atriale

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A cura di Seena Padayattil

A Berkovitch, S Kivity, R Klempfner et al Body mass index and the risk of new-onset atrial fibrillation in middle-aged adults. Am Heart J 2016;173:41-8

In passato alcuni studi avevano mostrato una correlazione tra l’obesità e l’insorgenza di fibrillazione atriale. In questo studio 18.000 soggetti con un’età media di 49±11 anni sono stati suddivisi secondo il loro indice di massa corporea (BMI) in tre gruppi: normale (BMI ≥ 18 <25), sovrappeso (BMI ≥ 25 <30) e obesi (BMI ≥ 30). La durata media di follow-up è stata di circa 6 anni.

L’endpoint primario era l’insorgenza di fibrillazione atriale ed è stato osservato in 288 pazienti (1,6%). L’analisi di sopravvivenza di Kaplan Meier ha dimostrato un’incidenza cumulativa significativamente più alta nel gruppo di obesi (2,1%) rispetto al gruppo in sovrappeso (1,7%) e al gruppo di normali (0,8%; p< 0,001). L’analisi multivariata ha evidenziato che l’obesità è un rischio indipendente che aumenta l’incidenza di FA di 2,34 volte (p<0,008). È stato inoltre osservato che un aumento di 1kg/m2 rispetto al BMI basale comporta 4,3% di aumento del rischio di sviluppo di fibrillazione atriale, mentre un calo di 1kg/m2 riduce il rischio del 7%.

PADAYATTIL BMI e fibrillazione atriale

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Seena Padayattil
Seena Padayattil
Ricercatrice presso il Dipartimento di Cardiologia dell'Università di Padova.

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