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Beneficio clinico del ticagrelor a lungo termine nei pazienti con vasculopatia periferica

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A cura di Marta F. Brancati

Bonaca MP, Bhatt DL, Storey RF, et al. Ticagrelor for Prevention of Ischemic Events After Myocardial Infarction in Patients With Peripheral Artery Disease. J Am Coll Cardiol 2016; 67:2719-28.

È noto che la presenza di arteriopatia periferica (peripheral artery disease, PAD) costituisca un importante fattore di rischio cardiovascolare. Lo studio in questione è una sottoanalisi del trial PEGASUS-TIMI54, volta a valutare se il ticagrelor (aggiunto all’ASA) in pazienti con pregresso infarto miocardico sia di particolare beneficio nel sottogruppo con PAD. I pazienti del trial affetti da PAD erano circa 1100. Ebbene, è stato osservato che nel gruppo placebo l’incidenza di MACE è stata 3 volte quella del gruppo in trattamento (19.3% vs. 8.4%; p < 0.001); peraltro, la terapia con ticagrelor ha determinato non solo una riduzione relativa del rischio (come nella popolazione complessiva del trial) ma addirittura una riduzione assoluta del 4.1% (NNT 25).

 

Un particolare vantaggio è stato documentato per il dosaggio di ticagrelor da 60 mg. L’aumento assoluto del rischio di sanguinamenti è stato invece 0.12% (NNH 834). L’incidenza di eventi ischemici a carico degli arti inferiori (ischemia critica acuta o necessità di rivascolarizzazione) si è dimostrata più bassa nel gruppo in trattamento (1.0% vs. 0.1% per l’ischemia acuta, 9.15% vs. 0.46% per le nuove rivascolarizzazioni), con una consistente riduzione del rischio (HR: 0.65; 95% confidence interval: 0.44 to 0.95; p = 0.026).

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Marta F. Brancati
Marta F. Brancati

Dirigente medico di I livello, UO Emodinamica, Ospedale degli Infermi, ASL BI – Biella

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