A cura di Marta F. Brancati

Cassese S, Byrne RA, Ndrepepa G, et al. Everolimus-eluting bioresorbable vascular scaffolds versus everolimus-eluting metallic stents: a meta-analysis of randomized controlled trials. Lancet 2015. doi: 10.1016/S0140-6736(15)00979-4 [Epub ahead of print].

Si tratta di una metanalisi che cerca di fare il punto sul profilo di efficacia e sicurezza degli stent medicati con «scaffold» bioriassorbile che rilascia everolimus, confrontati con gli stent medicati all’everolimus con tradizionale «scaffold» metallico. Sono stati presi in considerazione 6 trial pubblicati fra il 2006 e il 2015: 3738 pazienti in tutto, randomizzati a DES tradizionali vs DES riassorbibili. L’endpoint primario di efficacia era la necessità di re-PTCA sulla lesione trattata (TLR), mentre l’endpoint primario di sicurezza era la trombosi di stent definita o probabile. Endpoint secondari erano la cosiddetta TLF (target lesion failure, il composito di morte, infarto o re-PTCA associati o riconducibili alla lesione trattata), nonché morte, infarto e restenosi («late lumen loss») considerati separatamente. Ebbene, al follow-up medio di 12 mesi, nei pazienti trattati con DES bioriassorbibile è stato osservato un rischio di TLR, TLF, infarto e morte sovrapponibile a quello dei DES «metallici» tradizionali. Tuttavia, i DES bioriassorbibili erano associati a un tasso più alto di trombosi di stent, soprattutto entro 30 giorni dall’impianto. Anche il late lumen loss era più elevato in caso di DES bioriassorbibile. La Figura riassume dettagliatamente i risultati.

Brancati Aumentata trombosi in stent con i DES bioriassorbibli F1

Di fatto, quindi, nonostante simile incidenza di re-PTCA, la performance angiografica a medio termine dei DES bioriassorbibili non è ancora paragonabile ai DES tradizionali. Certo, serviranno dati con follow-up più lunghi. Ma serviranno anche e soprattutto ulteriori miglioramenti della tecnologia degli scaffold bioriassorbibili, che rappresentano, al momento, una risorsa ma soprattutto una grande speranza.

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Marta F. Brancati
Dirigente medico di I livello, UO di Emodinamica, Ospedale degli Infermi di Biella - ASL BI

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