A cura di Francesco Sofi

 

Arem H, Moore SC, Hartge P et al. Leisure time physical activity and mortality
. A detailed pooled analysis of the dose-response relationship. JAMA 2015; 175(6): 959-967.

È noto a tutti da diversi anni che l’attività fisica fa bene alla salute e riduce il rischio morte. Le Linee Guida internazionali sull’argomento raccomandano di svolgere circa 150-300 minuti di attività aerobica a intensità moderata, oppure 75-150 minuti di attività aerobica ad alta intensità a settimana per ridurre il rischio di insorgenza di patologie cardiovascolari e neoplastiche. Quello che a oggi non è ancora noto con chiarezza è una valutazione globale dell’associazione quantitativa dose-risposta tra attività fisica svolta nel tempo libero e rischio di mortalità, soprattutto in relazione al limite superiore del beneficio o del danno associato a un aumento dei livelli di attività fisica.

Recentemente è stato pubblicato su JAMA uno studio molto importante sull’argomento, poiché ha preso in esame 6 studi di coorte prospettici, per un totale di 661.137 partecipanti dai 21 ai 98 anni con un follow-up mediano di 14 anni e ha incrociato i dati di autovalutazione dell’attività fisica svolta dichiarati da ciascun partecipante con quelli riguardanti malattie e decessi avvenuti nel corso degli anni di follow-up (116.686 in totale). I ricercatori hanno osservato una riduzione statisticamente significativa del 20% del rischio di mortalità tra coloro che eseguivano un’attività fisica anche se di durata inferiore rispetto al minimo raccomandato (pari a 7,5 ore metaboliche equivalenti a settimana). Il dato interessante però è che, incrementando il movimento fino a 1-2 volte rispetto al minimo raccomandato dalle linee guida (cioè mezz’ora di movimento al giorno per 5 giorni alla settimana), il rischio diminuiva del 31%, mentre coloro che praticavano regolare attività fisica dal doppio al triplo del minimo consigliato vedevano una riduzione del rischio di mortalità del 37%.

La curva di relazione tra quantità di attività fisica e riduzione del rischio di mortalità è quella riportata nel grafico sottostante, raffigurante la classica curva a J, con una riduzione massima del rischio che si attestava tra le 3 e le 5 volte alla settimana con una durata minima raccomandata di circa 75 minuti giornalieri. Tale dose porta a un beneficio di circa il 39%.

Infine, non è stato dimostrato alcun effetto negativo e dannoso dell’effettuazione di una dose di attività fisica per una durata fino a 10 volte superiore al minimo raccomandato.

SOFI Attività fisica F1

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Francesco Sofi
Membro del Consiglio Direttivo. Professore Associato di Scienze dell’Alimentazione, Università degli Studi di Firenze; Dirigente Medico, SOD Nutrizione Clinica, Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi

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