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Associazione fra trombosi venosa profonda e malattia neoplastica

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A cura di Marta F. Brancati

 

Sundbøll J, Veres K, Horváth-Puhó E, et al. Risk and Prognosis of Cancer After Lower Limb Arterial Thrombosis. Circulation 2018;137:117.032617.doi:10.1161.

 

È noto, nella pratica clinica quotidiana, che il tromboembolismo venoso può essere la prima manifestazione di una patologia neoplastica. Meno nota, e soprattutto meno quantificata, è l’associazione fra trombosi venosa profonda (TVP) e cancro. Questo studio danese, pubblicato su Circulation il 14 marzo scorso, prova a esaminare il rischio di cancro e la prognosi in pazienti affetti da TVP.

 

Gli autori si sono avvalsi dei registri medici nazionali sulla popolazione danese, identificando così tutti i pazienti con diagnosi di TVP (primo episodio) fra il 1994 e il 2013. È stata quindi tracciata la storia clinica successiva, fino alla comparsa di malattia tumorale o morte, entro il 30 novembre 2013.

Sono stati arruolati 6600 pazienti con TVP, fra i quali in 772 casi (11.7%) si è successivamente manifestato un tumore. Il rischio di cancro era del 2.5% dopo 6 mesi di follow-up, e arrivava al 17.9% dopo 20 anni.

Dal punto di vista statistico è stato calcolato il SIR (rapporto standardizzato di incidenza), ovvero il rapporto fra il numero osservato di tumori e il numero atteso, basato sull’incidenza di cancro a livello nazionale, in base a sesso ed età. Il SIR relativo al rischio di cancro è risultato essere 3.28 (IC 95%: 2.79-3.82). Il SIR rimaneva elevato nei successivi 7-12 mesi (1.42, IC 95%: 1.09-1.83) e oltre i 12 mesi (1.14, IC 95%: 1.05-1.24). L’associazione più forte è stata osservata per il cancro del polmone e altri tumori collegati al tabagismo. Peraltro, la presenza di TVP era associata, in molti casi, a un aumentato rischio di morte per tutte le cause (in particolare nel caso di cancro al colon, polmone, vescica e seno, curiosamente non nel caso di cancro alla prostata).

 

In conclusione, il registro danese suggerisce come la presenza di TVP possa essere un marker di neoplasia occulta, soprattutto del polmone, e possa costituire un fattore prognostico sfavorevole.

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Marta F. Brancati
Marta F. Brancati
Dirigente medico di I livello, UO Emodinamica, Ospedale degli Infermi, ASL BI - Biella

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