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altrove, lontano

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Eccolo, il mio consiglio in tempi di zona rossa e quarantena, è questo il mio consiglio: andatevene da lì, partite, scappate.

Le destinazioni possono essere infinite, partite dunque. Francia, Amsterdam, Argentina, Indonesia, il Cadore, Moravia, Andalusia, Cappadocia, Cuba, Siberia, penisola di Sabbioncello, i Nebrodi, Copenaghen, l’Alentejo, la Normandia e la Loira, le cantine della Rioja, il Grand Canyon, il Rio della Plata, Nauru, Madagascar, Barbados, città delle Fiandre, l’isola di sant’Elena (quanti ricordi, eh…), l’isola d’Elba naturalmente, la Barbagia, Alsazia e Lorena, città polacche del mar Baltico, il Canadà, isole del Giappone meridionale, le Asturie, Itaca… Non sentite la dolcezza dei nomi? Non sentite la bellezza del viaggio che si compone, si prepara, si delinea, si aggiusta, si compatta e si realizza? Ecco dunque, scappate. Compratevi delle guide turistiche e partite: è questo il mio consiglio.

Compratevi una guida a caso, o più di una, quella che volete. E in questi giorni di clausura, tra un brutto libro e l’altro, tra un dibattito televisivo e l’altro, tra una partita a porte chiuse e l’altra, datemi retta, fate quello che è proibito fare: viaggiate. Usate le guide turistiche per allontanarvi da qui, compratene di nuove se quelle vecchie che avete in casa non vi dicono più niente, siate avventurosi, siate curiosi, siate convenzionali, siate originali e scegliete mete inverosimili, vicinissime a casa, lontanissime da casa, viaggiate in auto, oppure in bicicletta, oppure prendete l’aereo e poi una serie inverosimile di autobus, viaggiate soli o con il vostro amore o in compagnia di spaventosi estranei… Ma prendete le guide turistiche e partite, datemi retta.

Perché nulla è più bello che partire, andarsene. E nulla è più bello che farlo con l’immaginazione, il mezzo di trasporto più potente che ci sia. Io amo le nuove guide del Touring, in questi mesi, vi consiglierei queste, cher sono complete e hanno al loro interno bellissimi itinerari, splendidamente costruiti (ma voi ne saprete immaginare di ben altro, lo so); ma non ho mai disprezzato la Lonely Planet, così imprevedibile, così inutile in certi casi, così sorprendente talvolta; e so, per esperienza, che nessuno è bravo a parlare di luoghi e di viaggi come in francesi della Michelin, c’è poco da fare; e anche le Rough Guide servono, quando dovete dare fondo a una piccola regione, perché lì c’è proprio tutto e il contrario di tutto, e dovrete interpretarne le righe e i sottintesi… (sarà un bel viaggio); o invece le National Geographic , se siete di passaggio; oppure, è ovvio, le Routard, se avete deciso di frequentare i bassifondi della città di mare in cui non siete mai andati, in cui finalmente, grazie alla quarantena, grazie alla fantasia, andrete.

E poi, mi raccomando, le mappe stradali, le cartine: perché se è vero che non si può fare a meno di GoogleMaps (calcolate prima le distanze, mi raccomando: è inutile partire senza avere un’idea precisa del tempo che ci vorrà per arrivare…), è anche vero che senza cartine da spiegare sul letto, in una camera d’albergo scelta male, mentre il condizionatore fa un rumore che, già lo sapete, vi impedirà di dormire, il viaggio non sarà mai un vero viaggio: al viaggio mancherà la dimensione spaziale, l’aprirsi delle linee, il dito che scorre sulla strada immaginaria, al viaggio mancherà la componente essenziale: la strada da immaginare.

Ecco, era questo il mio consiglio ai tempi della quarantena: andarsene, abbandonare tutto, scappare. Una cosa infantile, lo so (e infatti me la ha suggerito una bambina che non conosco nemmeno, in uno dei racconti più belli che possiate oggi leggere sul web: lo trovate qui): una cosa che si fa con l’immaginazione senza muoversi da casa, senza precauzioni, senza consigli di virologi, facendo finta di essere diversi da quello che si è, di essere altrove, di avere per sempre un altrove, un luogo lontano da sognare. Un po’ come la letteratura, diciamo.

Davide Profumo
Davide Profumo
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