A cura di Ivana Pariggiano

Cardiovasc Diabetol. 2017 May 25;16(1):70. doi: 10.1186/s12933-017-0552-4. Design and rationale of the ODYSSEY DM-DYSLIPIDEMIA trial: lipid-lowering efficacy and safety of alirocumab in individuals with type 2 diabetes and mixed dyslipidaemia at high cardiovascular risk.

Diabetes Metab. 2017 Mar 24. pii: S1262-3636(17)30008-3. doi: 10.1016/j.diabet. 2017.01.004. [Epub ahead of print] Efficacy and safety of alirocumab in insulin-treated patients with type 1 or type 2 diabetes and high cardiovascular risk: Rationale and design of the ODYSSEY DM-INSULIN trial. Cariou B1, Leiter LA2, Müller-Wieland D3, Bigot G4, Colhoun HM5, Del Prato S6, Henry RR7, Tinahones FJ8, Letierce A9, Aurand L10, Maroni J11, Ray KK12, Bujas- Bobanovic M13.

Comunicazione orale, American Diabetes Association 2017 Scientific Sessions; June 11, 2016.

La prevenzione e il controllo dei fattori di rischio rappresentano un obiettivo di fondamentale importanza per ridurre l’incidenza di eventi cardiovascolari nella popolazione di pazienti diabetici. Il raggiungimento degli obiettivi raccomandati con la terapia standard può risultare spesso complesso in questi soggetti già ad alto rischio, e richiede nuovi approcci terapeutici. I primi dati sull’uso degli inibitori della proteina PCSK9 in questo gruppo sono stati discussi in occasione delle American Diabetes Assiociation Scientific Sessions di quest’anno.

L’Alirocumab ha confermato l’efficacia nella riduzione del colesterolo LDL nello studio ODYSSEY DM-Insulin e del colesterolo non HDL nello studio ODYSSEY DM-Dyslipidemia, fino a 24 settimane.

Il trial ODYSSEY DM-Insulin ha reclutato 441 pazienti con diabete di tipo 2 (non sono stati resi noti i dati dei 76 partecipanti con diabete di tipo 1) con scarso controllo del colesterolo LDL in terapia statinica o con malattia cardiovascolare (CV). I pazienti sono stati assegnati al gruppo alirocumab in un rapporto 2:1, con somministrazione di alirocumab 75 mg per via sottocutanea ogni 2 settimane o placebo, e possibile incremento di dose alla dodicesima settimana. A 24 settimane, i pazienti che hanno ricevuto l’alirocumab hanno avuto una maggiore percentuale di diminuzione del colesterolo LDL – il risultato primario di efficacia –, pari al 48,2%, contro un aumento dello 0,8%, per una differenza significativa media tra i due gruppi del 49%). L’80% di dei pazienti del braccio attivo non ha richiesto incremento della dose di farmaco. Inoltre, i pazienti che hanno ricevuto l’alirocumab hanno avuto un miglior profilo lipidico complessivo, con riduzione del colesterolo non HDL, dell’apolipoproteina B (apoB) e dei trigliceridi. Non sono state evidenziate interazioni tra il farmaco somministrato e l’insulina, confermando un buon profilo di sicurezza. Tuttavia il farmaco non ha avuto effetto sulla riduzione del Hba1c.

Nel trial ODYSSEY DM-Dyslipidemia sono stati inclusi 413 pazienti con diabete di tipo 2 e dislipidemia mista che non raggiungevano i valori target di LDL. I pazienti sono stati randomizzati in un rapporto 2:1 per ricevere l’alirocumab o la terapia abituale (che comprendeva la statina, l’ezetimibe, il fenofibrato o altre terapie che riducono i lipidi). L’outcome primario era la percentuale di riduzione del colesterolo non HDL (colesterolo totale meno colesterolo HDL) dal basale alla ventiquattresima settimana. A 24 settimane, il colesterolo non HDL si era ridotto maggiormente tra i pazienti nel gruppo alirocumab rispetto a quelli del gruppo di controllo (37,3% in meno rispetto al 4,7% in meno, per una differenza media del 32,5%;). Anche il colesterolo LDL si è ridotto del 43,3%, mentre è risultato in aumento dello 0,3% nel gruppo di controllo che ha continuato a seguire la terapia abituale (P <0.0001). Come nell’altro trial, i livelli di glucosio plasmatico a digiuno e HbA1c sono rimasti stabili in entrambi i gruppi di trattamento.

In linea con gli studi pubblicati negli ultimi anni, questi due trial hanno confermato l’efficacia dell’alirocumab rispetto al trattamento standard. Sono attesi futuri trial di outcome per verificare la correlazione clinica tra il miglioramento del profilo lipidico e la riduzione degli eventi cardiovascolari.

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Ivana Pariggiano
Specialista in formazione , Cardiologia Seconda. Università degli Studi di Napoli, A.O. Dei Colli «Monaldi», Napoli.

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