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Acidi grassi omega-3 e rischio cardiovascolare

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A cura di Ilaria Cavallari

 

Aung T, et al. Associations of Omega-3 Fatty Acid Supplement Use With Cardiovascular Disease Risks: Meta-analysis of 10 Trials Involving 77 917 Individuals. JAMA Cardiol. 2018 Mar 1;3(3):225-234.

 

Le attuali linee guida sostengono l’uso di integratori a base di acidi grassi omega-3 per la prevenzione della malattia coronarica e degli eventi vascolari maggiori in soggetti con storia di malattia coronarica; tuttavia, gli studi pubblicati in questo ambito hanno prodotto risultati contrastanti.

 

Popolazione in studio. Questa meta-analisi ha incluso studi randomizzati che hanno coinvolto almeno 500 partecipanti e che hanno valutato l’associazione tra l’uso di acidi grassi omega-3 per almeno un anno e il rischio di eventi vascolari. Utilizzando questi criteri di inclusione sono stati individuati 10 studi.

Endpoint. Coronaropatia fatale, infarto miocardico non fatale, ictus, eventi vascolari maggiori e mortalità per tutte le cause.

Risultati principali. Dei 77.917 soggetti inclusi nei 10 studi, il 61% erano uomini e l’età media era di 64 anni; la durata media degli studi era di 4.4 anni. La supplementazione con acidi grassi omega-3 (dose tra 226 e 1800 mg/die) non ha ridotto in maniera statisticamente significativa la mortalità coronarica (RR 0.93; 99% CI, 0.83-1.03, P=0.05) e l’infarto miocardico non fatale (RR 0.97; 99% CI 0.87-1.08; P=0.43). Inoltre, la supplementazione di acidi grassi omega-3 non ha dimostrato di avere alcun impatto sull’incidenza di eventi vascolari maggiori (RR 0.97; 95% CI 0.93-1.01, P=0.10) nella popolazione generale e in nessun sottogruppo, inclusi quelli a più alto rischio (diabetici o pazienti con elevati livelli di lipidi).

 

Conclusioni. Questa meta-analisi ha dimostrato che la terapia con acidi grassi omega-3 non ha un impatto significativo sull’incidenza di eventi coronarici e di eventi vascolari maggiori. Questi dati non supportano le attuali raccomandazioni per l’uso di tali supplementi nelle persone con storia di malattia coronarica. Rimane da chiarire se vi sia un effetto di protezione cardiovascolare per dosi giornaliere maggiori (es. 3 g/die).

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Ilaria Cavallari
Ilaria Cavallari
Cardiologo, Policlinico Campus Bio-Medico di Roma

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