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a rovescio

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Pensate alla vostra libreria di casa. Se siete come me (e come alcuni dei miei amici), avete impiegato molto tempo a organizzarla: avete messo i libri uno vicino all’altro con cura e attenzione, secondo un criterio preciso, magari secondo diversi criteri (tutti imprecisi), avete pensato a parentele e familiarità, avete pensato a temi e forme analoghe, a simpatie, a colori delle copertine, a editori, a storie, a tempi e luoghi dell’acquisto, a persone… E alla fine avete guardato la vostra libreria e ne siete stati molto soddisfatti, quasi felici.

 

Poi è passato il tempo. E oggi camminate distrattamente accanto a tutti quei dorsi di libri, titolo e autore, titolo e autore, titolo e autore, e non vi dicono niente, non ve ne accorgete più, non li pensate nemmeno un secondo, ben altre sono le preoccupazioni. Spesso vi dimenticate dei libri che avete e di quelli che non avete; vi scordate di quelli che anni fa avete prestato agli amici (che non ve li hanno magari restituiti, perché anche loro si sono dimenticati di averli, seppelliti in uno dei loro scaffali); a volte, è successo, avete comprato lo stesso libro per la seconda volta, ve ne siete accorti una vota entrati in casa, o forse non ve ne siete ancora accorti, controllate pure.

 

Ecco, adesso invece guardate questa foto: clic.

 

C’è una storia alle spalle di questa immagine ma non è la storia che oggi mi interessa. Oggi mi interessa il pensiero di prendere tutti i libri di tutti gli scaffali di tutta la libreria che ho in casa e di sistemarla così, con i dorsi contro il muro, invisibili, illeggibili, a rovescio. E poi di girarne uno soltanto, uno alla settimana, oppure anche uno ogni tre giorni, finché i miei giorni non saranno finiti. E in quel modo quasi rileggerlo, riaverlo, risentirlo come lo avevo sentito la prima volta, ripensarlo, ricordarmi da dove viene, chi me lo aveva eventualmente regalato, a chi l’ho prestato, oppure chi (ehm) me lo ha prestato, come è arrivato fino a qui, quanto l’ho amato, quanto non l’ho amato, quanto comunque lo avevo dimenticato, quanto speravo di non dimenticarlo mai.

 

Ecco, ho pensato, questo sarebbe un bel modo di avere una libreria viva dentro casa. A quel punto, tra l’altro, potrei anche buttare via ogni libro che ho voltato, uno alla volta, e fare così per sempre spazio, che c’è bisogno.

Davide Profumo
Davide Profumo
La mia pagina Facebook: https://it-it.facebook.com/davide.loscorfano

1 Comment

  1. Stefania S ha detto:

    Ottimo spunto. Domani in ospedale e chiedo ai colleghi di mostrarmi solo la nuca. A quel punto… etc. etc.

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