Oggi il Giro d’Italia arriva in provincia di Brescia, vicino a casa mia. Il ciclismo è uno sport che, per sua stessa natura e per tradizione, si sposa meravigliosamente con la narrazione e quindi (meno meravigliosamente) anche con la retorica. Quando non c’era la televisione a raccontare il ciclismo, credo io, la retorica rimaneva tutta nei manifesti e negli annunci; oggi, invece, come in molte altre faccende, la retorica sta tutta sullo schermo dove si accampano in diretta le immagini delle due ruote. Per questo, forse, può essere utile dare un’occhiata a questo confronto tra manifesti che annunciano, a cento anni di distanza, l’arrivo dei ciclisti a Lugo, in Romagna (un manifesto è del 1914, l’altro è di quest’anno). E provare magari a chiederci, se abbiamo tempo, quanta della retorica che non è più sul manifesto (e che a noi pare così ingenua e stucchevole…) si sia trasferita altrove e dove e di quali parole sia fatta.

Davide P.
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